Mario Monti: "Lasceremo il governo ad altri"

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Il presidente del Consiglio interviene al Forum per la Cooperazione: "Mi auguro di lasciare un Paese meno rassegnato e più rasserenato". E poi chiede agli italiani più intolleranza verso gli evasori fiscali

Dopo aver dato la propria disponibilità a restare a Palazzo Chigi qualora il Paese ne avesse bisogno, Mario Monti gela le aspettative di quanti hanno speso il suo nome nel tentativo di aggregare i moderati italiani. "Quando lasceremo ad altri il Paese nei prossimi mesi spero" di consegnare un'Italia "un po' meno rassegnata e un po' più rasserenata", ha detto il presidente del Consiglio durante un intervento al Forum della Cooperazione. Un concetto espresso in altre occasioni ma che, dopo le parole pronunciate a New York (dettate dall'esigenza di rassicurare mercati e cancellerie sul dopo-voto) sembra una frenata.

Poi, sempre tornando sul tema delle elezioni e sulle divisioni esistenti nel paese, Monti ha auspicato che gli italiani spostino le loro intolleranze dalle rispettive divisioni politiche alla lotta all'evasione. "Mi auguro - dice Monti - che si possa un po' per volta spostare quel fronte di intolleranza che ha caratterizzato tanta parte della recente vita italiana, perché non separi chi è di  destra da chi è di sinistra, anche se le differenze possono essere  importanti, ma separi essenzialmente due parti: coloro che pagano le tasse, assolvendo quindi ai loro doveri di cittadinanza, e gli altri, perché questo contribuirà, ne sono sicuro, a dare un senso di cittadinanza comune".

Sull'eventualità di un Monti bis era già intervenuto nella mattinata del 1 ottobre il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. "Con la legittimità del voto per me va benissimo" aveva detto. E sul tema si sono rincorse dichiarazioni che sembrano chiudere la possibiltà a un ritorno del professore a Palazzo Chigi. Secondo il senatore del Pdl Alfredo Matteoli "chi non si presenta davanti agli elettori non è legittimato a guidare il governo del Paese. Nessuna preclusione personale per Monti ma senza il voto degli italiani nessuno puo' diventare presidente del Consiglio". Concetti simili espressi anche dal democratico Nicola Latorre: "Monti ha svolto un lavoro prezioso per l'Italia, evitando al Paese di precipitare nel baratro. Le elezioni non saranno una seduta spiritica in cui evocare l'anima di chi non c'è, saranno l'inizio di una nuova fase in cui torna centrale la politica democratica e governerà chi ha il consenso degli elettori".

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