Monti all'Onu: "La crisi è la peggiore della storia dell'Ue"

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Il premier parla all'Assemblea generale delle Nazioni Unite: "L'Italia continuerà a fare la propria parte per un ulteriore rafforzamento della sostenibilità di bilancio e per migliorare la crescita potenziale". E denuncia la repressione in Siria

L'Europa sta attraversando la peggiore crisi economica dalla sua fondazione, oltre cinquanta anni fa, ma ha messo in campo interventi per uscirne, e l'Italia in particolare proseguirà sul percorso virtuoso di risanamento dei conti e ritorno alla crescita.
Lo ha detto il presidente del Consiglio italiano, Mario Monti, nel suo intervento a New York all'Assemblea generale dell'Onu.
"Non possiamo trascurare l'importanza delle misure prese a livello europeo per rafforzare la governance e l'integrazione fiscale. E' anche essenziale che i governi europei trasferiscano tali interventi a livello nazionale. L'Italia continuerà a fare la propria parte per un ulteriore rafforzamento della sostenibilità di bilancio e per migliorare la crescita potenziale", ha detto Monti.
Il premier, aprendo il suo intervento, ha ricordato che "nel 2011 i mercati finanziari hanno mostrato nuovi seri segnali di tensione, dovuti principalmente al deterioramento delle finanze pubbliche. Quello che stiamo sperimentando non è uno squilibrio ciclico ricorrente: è la più profonda e peggiore della storia dell'Unione europea".

Siria, "indiscriminate violenze contro i civili" - Quanto alle missioni internazionali, nonostante la crisi - ha assicurato Monti - L'Italia continuerà a dare il suo contributo, soprattutto in Libano e Afghanistan, e proseguirà nei suoi sforzi per ricostituire lo stato somalo, nonostante la crisi economica renda questo impegno sempre più gravoso.
Il premier ha parlato anche della situazione in Siria. "Il regime di Damasco si rifiuta di rispettare le risoluzioni del Consiglio di sicurezza - ha osservato Monti - e continua a commettere indiscriminate violenze contro i civili". L'Italia - ha aggiunto - supporta pienamente la missione del nuovo speciale rappresentante per la Siria (Lakhdar Brahimi) e sollecita fortemente il Consiglio di sicurezza a superare lo stallo che impedisce una effettiva azione internazionale". Per il premier "la storia non sarà tenera nel giudicare coloro che hanno le responsabilità".

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