Laziogate, Alemanno: "Il centrodestra va azzerato"

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Per il sindaco di Roma "non possiamo più vivere di espedienti. Va aperto un dibattito serio". La Polverini si incontra con Monti, mentre i consiglieri di Pd, Idv e Sel si dimettono in blocco. E annunciano: "Con noi anche pezzi della maggioranza"

Resta alta la tensione intorno alla Pisana, la sede della Regione Lazio, investita dallo scandalo della gestione dei fondi del gruppo Pdl per cui è indagato per peculato l'ex capogruppo Franco Fiorito. Sul tema interviene, dal suo blog Gianni Alemanno, chiedendo l'azzeramento totale dei vertici del centrodestra e l'apertura di un dibattito aperto. Intanto in regione i consiglieri del Pd si dimettono in blocco, spingendo i loro colleghi dell'Udc, ora in maggioranza, a fare lo stesso per far cadere la giunta Polverini. E la stessa governatrice, forse nuovamente tentata dalle dimissioni, è andata nella serata di domenica a Palazzo Chigi per parlare con Mario Monti sulla situazione in regione. Sui contenuti del colloquio, però, cala il riserbo.

Alemanno: "Azzerare i vertici del centrodestra" -  Il sindaco Gianni Alemanno non usa mezze misure e va dritto al cuore della 'questione morale' aperta dallo scandalo della gestione dei fondi del gruppo Pdl per cui è indagato per peculato l'ex capogruppo Franco Fiorito. "Dobbiamo guardarci in faccia - dice dal suo blog - e aprire un dibattito serio, non dilatorio. Credo serva un azzeramento totale all'interno del centrodestra. Dobbiamo rifondare una realtà che ha bisogno non solo di valori, che ci sono, o di riferimenti politici ma anche - sottolinea - di comportamenti che rendono credibili questi valori di fondo come persone, famiglia, nazione e merito. Non possiamo continuare a vivere di espedienti". Alemanno rinnova la sua fiducia alla governatrice Renata Polverini, che ha fatto bene a restare perché incolpevole, ma trae una riflessione amara "nulla è cambiato dai tempi di tangentopoli". Ma non ci sta a farsi fare la morale dal Pd, i cui consiglieri si sono dimessi: "ogni partito, ogni gruppo nella Regione Lazio - osserva - sapeva come venivano ripartiti i fondi".

Polverini da Monti - Renata Polverini intanto va a Palazzo Chigi dove, nella sera di domenica, si è incontrata con Mario Monti per "una valutazione della situazione nella Regione Lazio". "Ho chiesto al presidente del Consiglio, Mario Monti, un breve incontro per informarlo della situazione che si è verificata in Regione" ha detto Polverini, aggiungendo: "mi sembrava corretto farlo considerato che il Lazio è una realtà certamente non marginale sotto il profilo economico e istituzionale del nostro Paese. Il colloquio - conclude - è stato cordiale come sempre e ringrazio il Presidente per avermelo accordato".

Dimissioni dei consiglieri dell'opposizione - Nella serata di domenica arrivano anche le dimissioni "irrevocabili" di tutti i consiglieri regionali del Pd, seguiti poco dopo dai loro colleghi di Sel e dell'Idv.  "I 14 consiglieri del Pd, secondo quanto previsto dall'articolo 19 comma 4 dello Statuto della Regione Lazio, hanno firmato l'atto di dimissioni consegnandolo al capogruppo in Regione, Esterino Montino", fa sapere l'ufficio stampa del Pd presso il Consiglio regionale.

Pd: "Pezzi della maggioranza pronti a seguirci"
- Interpellato da SkyTG24 (VIDEO) Esterino Montino, capogruppo del Pd alla regione, annuncia inoltre che "una componente dell'ex maggioranza ha aderito alle dimissioni, il consigliere Pascucci dell'Mpa, ha aderito all'iniziativa. Nelle prossime ore ci saranno novità di rilievo". Montino ha poi aggiunto che "anche la Federazione della Sinistra e la Lista Civica dei Cittadini hanno aderito alle dimissioni". "Per far cadere il Consiglio - ha poi spiegato - bisogna raggiungere 36 consiglieri, cioè maggioranza assoluta, siamo a quota 29. Ne mancano ancora sette. C'è un tema che riguarda anche altre forze politiche, quindi anche altri consiglieri nelle prossime ore potrebbero aderire".

I consiglieri di maggioranza: "Restiamo con Polverini"
- Immediata la replica dei consiglieri di maggioranza che, in una nota, affermano di essere "orgogliosamente al fianco di una presidente di Regione onesta e determinata, incitandola a proseguire nell'incisiva azione di governo fin qui svolta". La nota, firmata dai consiglieri di Pdl, Udc e Mpa, prosegue giudicando "infantile l'atteggiamento di una minoranza che, prima vota con noi provvedimenti essenziali per restituire moralità e credibilità alla politica, per poi tentare di oscurarli con un'incomprensibile dietrofront rappresentato dalla sceneggiata delle finte dimissioni, miranti esclusivamente a placare l'ansia propagandistica dei loro partiti". Nello specifico il consigliere dell'Mpa Pascussi smentisce Montino (che lo dava per dimissionario), sostenendo che la sua "posizione è quella espressa dalla nota di tutti i capigruppo della maggioranza".

Pressing sull'Udc -  Nella giornata di domenica si era intensificato il pressing sui consiglieri dell'Udc per convincerli a fare un passo indietro. E a dimostrare che tra i centristi il dibattito resta aperto arrivano, in mattinata, le parole di Rocco Buttiglione, secondo cui "se fossi al posto dei nostri consiglieri, mi dimetterei", tuttavia "rispetto l'autonomia e le idee dei nostri esponenti politici locali". Butta acqua sul fuoco Casini che, nell'intervista con SkyTG24, definisce le parole di Buttiglione, una  "posizione personale", anche se riconosce che "esiste un disagio diffuso".  E il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa osserva: "Chi chiede dimissioni faccia l'esame di coscienza". Ma poi aggiunge sibillino: "Bisogna assumere una decisione nell'interesse dei cittadini. Noi lo faremo nelle prossime ore".

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