Alfano: "Nuova legge elettorale entro il 10 ottobre"

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Il segretario del Pdl è intervenuto ad Atreju: "Restituire ai cittadini la scelta dei rappresentanti in Parlamento". Parla di Berlusconi: "E' in campo, in testa alle classifiche di gradimento dei leader. Non ci servono primarie"

Il segretario del Pdl Angelino Alfano è intervenuto ad Atreju, festa nazionale dei giovani del partito. Nel suo intevento molti riferimenti ai temi caldi di politica. Primo fra tutti la spinosa questione della legge elettorale. "Noi vogliamo che una legge elettorale si faccia presto per restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. Pensiamo che entro la prima decade di ottobre la legge elettorale nuova ci sarà". Entro il 10 ottobre, dunque, dovrebbe essere definita la modalità con cui verranno assegnate le poltrone del Parlamento. L'auspicio di Alfano è che questa modalità non sia quella attuale: "Chiediamo a tutti coloro che in modo indiretto stanno difendendo il porcellum di farlo pubblicamente".

Alfano: "Berlusconi è in campo" - Il segretario Pdl ha poi risposto alla questione chiave che anima il centrodestra: chi sarà il candidato premier? "Noi non abbiamo il problema di andare oltre Berlusconi. Lui è in campo ed ha un indice di notorietà e di fiducia altissimo che lo pone in testa alle classifiche tra i leader. Questo significa che quella del tempo dell'annuncio della sua discesa in campo non è una questione cruciale: con la notorietà che ha non ha bisogno di farsi conoscere dagli italiani".

Parole di fuoco, invece contro il Pd e in particolare contro il segretario Bersani, con cui in questi mesi Alfano sta condividendo la maggioranza che supporta il governo tecnico. "L'Italia è un grande Paese e Berlusconi ha fatto cose importantissime per questo grande Paese. Non credo invece che con una sinistra a guida Bersani e dominata dal punto di vista della politica economica dalla Cgil ci possa essere un destino per il nostro Paese. Sarebbe una politica economica tassa e spendi, sarebbe una politica economica che farebbe precipitare ancor di più il nostro Paese nella recessione".

Alemanno: "Berlusconi passi dalle primarie" - Chi invece non accetta la nomina "a prescindere" di Berlusconi è il sindaco di Roma Gianni Alemanno: "Una eventuale candidatura di Silvio Berlusconi alla guida del Paese deve passare ugualmente dalla primarie perché non c'é niente di meglio che un grande consenso popolare per lanciare una sfida del genere". Il sindaco aggiunge: "Credo che sia il modo migliore per portare tanta gente delusa alle urne e creare un'aggregazione che non parta dai vertici". Sul tema primarie, invece, Alfano ha dichiarato: "Sono favorevole a tutti i livelli. Se non fosse stato candidato Berlusconi alla premiership e io fossi candidato, le primarie le avrei volute e le vorrò anche su di me. Ma noi abbiamo la fortuna di avere un leader che dove ha corso ha vinto e probabilmente dirà ancora una volta sì all'Italia".

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