Crisi Ue, Monti: vertice straordinario contro populismi

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Il premier, in un incontro con il presidente del Consiglio europeo Van Rompuy, propone un summit, da tenersi a Roma, per contrastare le forze antieuropeiste. E aggiunge: "Il mio orizzonte finisce ad aprile 2013. Nessun dubbio"

Un vertice europeo straordinario da tenersi a Roma per contrastare il crescente populismo, che si trasforma in "rigetto" verso l'Europa e nel tentativo di "dis-integrazione" dell'Unione. Date ancora non ce ne sono, ma visti i tre summit Ue già organizzati, difficlmente si potrà fare entro il 2012. E c'è già chi legge nella proposta il tentativo di avere una vetrina alla vigilia delle elezioni. Ma proprio sul futuro, il presidente del Consiglio chiude nuovamente all'ipotesi di un secondo incarico: "Il mio orizzonte - ha spiegato - finisce ad aprile 2013. Nessun dubbio".  

Il premier lancia dunque l'allarme anti-europeismo, un "virus" che sta contagiando un po' tutti i Paesi comunitari. E chiede ai capi di Stato e di governo di arginare, con la loro leadership, una deriva pericolosa. Forse anche attraverso una maggiore solidarietà visto che, come riconosce lui stesso replicando a Renato Brunetta, a volte i governi sono costretti a "spremere" Paese e Parlamenti per ottenere l'aiuto dell'Europa.

L'annuncio del capo del governo italiano trova l'immediata sponda di Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo che, accanto a lui, al termine di un incontro a margine dei lavori del Forum Ambrosetti di Cernobbio, appoggia in pieno l'idea del professore di un summit ad hoc. Durante il loro pranzo, Monti e Van Rompuy parlano dei principali temi dell'attualità europea: la crisi del debito sovrano, della "importante" decisione della Bce, dell'attuazione delle decisioni del Vertice Ue di fine giugno che, sottolinea il professore, ha compiuto "passi avanti" sia sul fronte della crescita che su quello del meccanismo per la stabilità dell'euro. Aspetto, quest'ultimo, particolarmente caro all'Italia visto che in quella dichiarazione è previsto un memorandum leggero in caso di richiesta di aiuti contro lo spread. Richiesta che lo stesso Monti non esclude: anzi, ammette per la prima volta, "se un giorno dovessimo chiederlo non sarà un dramma".

Con il belga, però, delle eventuali condizioni imposte dall'Ue Monti non parla. La strategia del governo del resto è attendista: il negoziato partirà solo nel caso in cui un Paese, la Spagna, domanderà l'attivazione del meccanismo. Non prima. L'Ecofin, assicurano fonti di governo, non se ne occupera' prima di ottobre. E Van Rompuy, dopo aver definito "impressionanti" le riforme del governo, si limita a sostenere che esse sono necessarie a prescindere dai paletti dovuti alla moneta unica.

Ad ogni modo è l'annuncio di Monti sul vertice straordinario a attirare l'attenzione: la crisi dell'Eurozona ha acuito una "crescente difficoltà nelle varie opinioni pubbliche", premette. Parla di "tendenza all'antagonismo" e di una "diversa percezione da parte di popoli del Nord Europa di quelli del Sud e viceversa". Sostiene che si stanno tornando "vecchi stereotipi", "vecchie tensioni", mentre si diffondono "molti populismi" che mirano alla "dis-integrazione" anziché all'integrazione europea. Non cita nessun muovimento, ma è chiaro che si riferisce sia a chi, come i falchi tedeschi, impongono un rigore cieco, sia a quei movimenti, come quello di Beppe Grillo in Italia, che fanno dell'euroscetticismo la loro bandiera.

Monti spiega di averne parlato con Napolitano e anche se non lo dice per cortesia diplomatica, ha già sondato l'idea con diversi leader europei. Lo spunto - raccontano - gli è venuto durante la visita a Helsinki, dove era volato proprio per sfatare alcuni stereotipi in voga nella rigorista Finalndia. Evidentemente di pregiudizi sull'Italia ne ha trovati tanti. L'idea di Monti è di tenere il summit a Roma, in Campidoglio. Dove il 25 aprile del '57 fu firmato il Trattato di Roma.

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