Udc, al via la festa. E dal simbolo sparisce Casini

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A Chianciano apre il tradizionale appuntamento dei centristi. E a fianco dello scudo crociato la parola Italia sostituisce il nome del leader. Cesa: "Noi né con Vendola, né con il Pdl"

Un passo in avanti per la costruzione di una nuova proposta politica che, nel solco dell'esperienza del governo Monti, possa proseguire l'azione di risanamento e rilancio del paese, con il contributo di tutti i partiti, rinunciando ai personalismi. Così anche nel simbolo dell'Udc non comparirà più il nome di Pier Ferdinando Casini. Al suo posto ci sarà la parola "Italia",anche se lo scudo crociato resterà. La decisione dell'Ufficio politico del partito arriva nel giorno in cui a Chianciano si apre la tradizionale festa dei centristi e viene formalizzata in apertura dei lavori dal segretario Lorenzo Cesa che rivolge un appello alle altre forze politiche e sociali del paese.

Via il nome di Casini - "Credo che sia necessario presentare una lista per l'Italia in grado di parlare alle tante diverse realtà - ha spiegato. L'Udc vuole essere uno dei protagonisti della nuova stagione, non pretendiamo di essere attori solitari, ma sappiamo bene che senza di noi ogni sforzo è destinato a fallire". Per il segretario l'Udc "è un seme, indispensabile per far nascere qualcosa di più grande". Un gesto di generosità verso il quale l'Udc deve convincere per primi i propri dirigenti: " se non dimostrerete altrettanta generosità sul territorio, tutto quello che stiamo facendo rischia di essere inutile" avverte il segretario.

A Chianciano molti ministri di Monti - Il progetto inizia però a raccogliere i primi consensi: come quello del ministro Ornaghi che auspica l'ampia partecipazione delle forze politiche e sociali e del collega Andrea Riccardi con il quale apre a Chianciano la passerella dei rappresentanti del governo Monti, invitati numerosi, con Corrado Passera atteso per domani. "Spero che una realtà come la vostra - dice il ministro per la cooperazione internazionale - sappia appieno recepire l'eredità morale di questo governo che ha segnato l'innovazione profonda di questo paese". E anche il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, incoraggia il progetto della costituzione di "un contenitore" che possa raccogliere il testimone di una esperienza positiva di governo, aggregando anche le forze sociali. E qui infatti sotto il tendone centrista di Chianciano Cesa aveva promesso che sarebbero state raccolte "le forze migliori" del paese.

Cesa: "Non siamo la costola della sinistra"
- Ma la strada è tutt'altro che spianata: "Prepariamoci ai soliti attacchi contro l'Udc, contro di noi. Già quest'estate siamo stati il principale bersaglio delle attenzioni del Pdl - ha ricordato Cesa. "Hanno detto e scritto di tutto per dire che saremmo diventati una costola della sinistra. Ma quale costola della sinistra, ma di che parlate? Mi spiace per voi ma ormai tutti sanno che non è così: noi siamo i moderati. L'area più riformatrice, quella che può dare la maggiore spinta di modernizzazione all'Italia. E noi lavoriamo per allargarla e renderla più forte. Comunque, cari amici della destra, se volete continuare a farci pubblicità fate pure: noi vi vogliamo bene ugualmente". Insomma, ha ribadito Cesa, "l'unico cantiere veramente aperto è quello dei moderati, su cui lavoriamo da tempo. Quelli che hanno appoggiato senza se e senza ma i provvedimenti del governo Monti. Con Vendola non vogliamo avere nulla a che fare. Cosa c'entra con noi? A sinistra - ha spiegato - il quadro si va delineando. Bersani e Vendola formeranno la loro coalizione. Per il bene del Paese mi auguro che sia una coalizione con un programma all'insegna della continuità con il lavoro di Monti e non della discontinuità con quanto di buono fatto fino a oggi. In ogni caso - conclude - questa esperienza di governo dovrebbe aver insegnato che tornare indietro non si può".

Cesa: "Non vogliamo avere nulla a che fare con Vendola"
- La lista parlerà al paese. Con Vendola non vogliamo avere nulla a che fare. E anche Berlusconi "non correrà per vincere, correrà per perdere il meno possibile, o al massimo per pareggiare: una prospettiva legittima, ma che certo non può interessarci, che certo non è nell'interesse dell'Italia". Cesa lo dice chiaro che per il suo partito la rotta è segnata da tempo: appunto, In continuità con l'azione di Mario Monti.

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