Sanità, studi dei medici di famiglia aperti 24 ore su 24

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"Nessuna privatizzazione, più trasparenza" dichiara il ministro Balduzzi, che illustra le misure allo studio del governo. Le risorse finanziarie arriveranno anche dalle tasse su bibite gassate, tabacco e giochi. LA SCHEDA

"Fintanto che sarò io il ministro non ci sarà privatizzazione della Sanità. Del resto nel governo  nessuno ha messo in discussione questa linea". E' il ministro della Salute, Renato Balduzzi, a tagliare corto, in un'intervista a la Repubblica e a sottolineare che dal Consiglio dei ministri di venerdì 24 agosto non è giunto un input alla privatizzazione del settore ma ad una maggiore trasparenza nel rapporto dei medici con la sanità pubblica.
"La nostra linea di politica sanitaria - spiega - è quella di confrontarsi con le corporazioni e le lobby ma di non farsene automaticamente condizionare. Liberalizzare è non sottostare alle  volontà protezionistiche delle categorie. Per quanto riguarda l'attività cosiddetta intramoenia cioè quella libero-professionale dei medici che lavorano nel pubblico - che in alcune regioni non è stata regolata - puntiamo a creare trasparenza, un collegamento in  rete con l'azienda sanitaria".
"Così che non è importante dove la si fa, bensì - prosegue  il ministro - che sia tracciabile, che non sia un modo per scavalcare le liste d'attesa, che si sappia quanti pazienti vedi, e il guadagno dei medici. Se questo è liberalizzare la sanità, bene la stiamo liberalizzando. Però il pubblico - afferma - è regolatore".

Il ministro, inoltre, difende la proposta di una tassa sulle bibite gassate. Ne deriverebbero risorse finanziarie per la sanità. E si potrebbe ricorrere anche a un balzello su giochi e tabacco. Sono alcune delle ipotesi contenute nel decreto Sviluppo e Sanità, cui sta lavorando il ministro della Salute, Renato Balduzzi, e che con tutta probabilità sarà presentato al prossimo consiglio dei ministri del 31 agosto. Ecco le misure del governo:

Tassa sulle bibite - si tratterebbe di una tassa di scopo su bibite gassate e con una determinata percentuale di zuccheri per tre anni, del valore di circa 250 milioni l'anno. Obiettivo: con tutta probabilità il rifinanziamento dell'attuazione del piano per la non autosufficienza. "E' un'idea nata nei mesi scorsi sulla basa di interlocuzioni con le Regioni - spiega Balduzzi - Si vuole incentivare le abitudini alimentari corrette specialmente per i più giovani, e destinare le risorse che ne derivano a primarie finalità di tipo sanitario". Puntuali sono arrivate le critiche da Federalimentare ("Cosiì non si fa sviluppo") e del mondo della politica.

Tabacco e giochi -  Si pensa di usare i fondi ricavati dalle sanzioni comminate a chi vende tabacco ai minori per finanziare il Fondo sanitario nazionale. Un altro problema preso in considerazione è quello delle ludopatie, sempre più diffuse. "L'idea è di creare delle strutture che diano delle risposte in termini di terapia - spiega Luca Coletto, coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, a cui il 24 agosto Balduzzi ha illustrato il decreto insieme agli altri assessori - Il movimento di denaro che gira attorno al gioco in Italia è di 80 miliardi di euro, e i fondi per curare le ludopatie devono saltar fuori da lì".

Medicina di base - è  previsto per i medici di medicina generale l'obbligo di unirsi in aggregazioni funzionali territoriali, in modo da sgravare il pronto soccorso dei casi meno urgenti e offrire assistenza sul territorio h24.

Intramoenia -  "Con la sua riforma - ha spiegato il Ministro Balduzzi - si avrà la totale certificazione dell'attività e tracciabilità dei pagamenti fatti ai medici del servizio pubblico che svolgono attività privata".

Farmaci - Nei prossimi giorni sarà attivato "un tavolo tecnico sulle prescrizioni dei medicinali con tutti gli attori coinvolti, per elaborare linee guida omogenee" sulla nuova ricetta, in cui va indicato solo il principio attivo.

No ad altri tagli - "In settimana noi assessori - conclude il coordinatore, Coletto - vedremo Balduzzi per cercare di definire il provvedimento ed evitare perdite di finanziamento alla Sanità. La strada è quella dei costi standard".

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