Legge elettorale, Letta: "C’è l’accordo tra i partiti”

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Il vicesegretario Pd: "La prossima settimana sarà cruciale. Noi preferiamo i collegi, ma pur di cambiare sistema siamo pronti a ragionare anche sulle preferenze". Critiche da Di Pietro

Il vicesegretario del Pd Enrico letta ha detto oggi che la maggioranza ha raggiunto un accordo sulla riforma elettorale che verrà presentato la settimana prossima, ma fonti dello stesso partito dicono che manca ancora l'intesa su alcuni significativi dettagli, mentre Antonio Di Pietro boccia quello che chiama "SuperPorcellum".
"L'accordo c'è e fra poco verrà comunicato. Non solo, quando verrà annunciato scatenerà sicuramente le critiche di chi vuole continuare a nominare i parlamentari", ha detto Letta in un'intervista alla rivista online Il Sussidiario.

La settimana prossima è fissata una riunione del comitato ristretto della commissione Affari costituzionali del Senato sul testo base della possibile legge elettorale. Nell'intervista l'ex ministro dell'Industria dell'Ulivo non indica i dettagli della riforma, ma dice: "Il Partito Democratico preferisce i collegi, ma pur di cambiare sistema è pronto a ragionare anche sulle preferenze".
In una successiva precisazione affidata a un comunicato stampa, Letta ha poi spiegato di aver detto che "la settimana prossima è quella cruciale per la legge elettorale.
L'accordo è ormai a portata di mano. E' l'ultima chance".

Nel partito, in particolare, ci sarebbe "intesa sui principi, ma non sui dettagli. Una parte dei seggi attribuiti con collegi uninominali, un'altra con liste bloccate senza preferenze in circoscrizioni elettorali di piccole dimensioni. Sul premio di maggioranza il Pd lo vorrebbe per la coalizione, non per il partito, come vuole il Pdl, ma mi sembra che ormai si stia cedendo".
In ogni caso, una volta fatta la legge, andranno anche definiti i confini dei nuovi collegi uninominali. Operazione che secondo gli esperti del Pd e del Pdl può prendere da uno a due mesi.

Intanto in un comunicato il leader dell'Idv Di Pietro ha criticato il possibile accordo tra Pdl, Pd e Udc, affermando che "tra premi di maggioranza ai singoli partiti, ritorno al proporzionale, soglie di sbarramento e marchingegni la legge sulla quale i furbetti della maggioranza stanno lavorando ha due soli obiettivi: mettere ai margini le forze politiche scomode come l'Italia dei Valori e creare ad arte una situazione che renda inevitabile continuare con il governo Monti e con la assurda maggioranza che lo sostiene".
Nelle settimane scorse il presidente della Repubblica ha chiesto al parlamento di varare al più presto una riforma elettorale condivisa. Alcuni hanno interpretato l'appello come la condizione del Quirinale per autorizzare eventuali elezioni anticipate in autunno.

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