Monti sull'evasione fiscale: "Siamo come in stato di guerra"

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In un'intervista a Tempi il premier sottolinea quanto il fenomeno danneggi l'immagine dell'Italia. E a proposito di un futuro a Palazzo Chigi: "Mi rifiuto di pensare che il Paese non sia in grado di scegliere una maggioranza di governo con le elezioni"

Il premier Monti esclude un futuro a Palazzo Chigi dopo le elezioni del 2013. "Mi rifiuto di pensare che un grande paese democratico come l'Italia non sia in grado, attraverso libere elezioni, di scegliere una maggioranza di governo efficace e, indirettamente, un leader adeguato a guidarla. Quindi la sua domanda credo e spero non sarà rilevante" risponde infatti Monti, in un'intervista alla rivista Tempi, alla domanda se sia possibile che resti a Palazzo Chigi anche dopo le elezioni del prossimo anno.

Nel corso del colloquio a tutto campo il premier ha parlato anche della lotta all’evasione fiscale. "Io penso – afferma  - che l'Italia si trova in uno stato di difficoltà soprattutto a causa di questo fenomeno e che si trova da questo punto di vista in uno 'stato di guerra'". Il fenomeno, aggiunge, giustifica l'uso di "strumenti forti". "La notorietà pubblica del nostro alto tasso di evasione – spiega infatti Monti - contribuisce molto a indisporre nei confronti dell'Italia quei paesi verso i quali di tanto in tanto potremmo aver bisogno di assistenza finanziaria”. E con riferimento ai Paesi del nord Europa aggiunge: "Questi dicono: l'Italia è un paese molto ricco, però lo stato ha un fortissimo debito pubblico che magari richiederà domani di aiutarla a rinnovare; eppure ci sono italiani ricchi o medi che sistematicamente non pagano le tasse".

Il premier rivela inoltre che nel settore della giustizia ci saranno "numerose novità legislative", volte "a dare risposta non solo all'emergenza carceraria ma anche a quella lentezza dei processi che, come calcolato dalla Banca d'Italia, incide negativamente sulla crescita del Paese per un punto percentuale di Pil". E non è mancato un riferimento al nodo spinoso delle intercettazioni.  "Il caso delle telefonate del Capo dello Stato intercettate dalla procura palermitana è "grave" ed "è peraltro evidente a tutti che nel fenomeno delle
intercettazioni telefoniche si sono verificati e si verificano abusi" afferma Monti, che agginge: "E' compito del governo prendere iniziative a riguardo"

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