Napolitano: i tagli alla spesa siano socialmente sostenibili

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In una lettera inviata nei giorni scorsi al sottosegretario Catricalà, il presidente chiede che la spending review sia equilibrata. E sottolinea: innovazione, ricerca e formazione sono le priorità del Paese

Scelte equilibrate e socialmente sostenibili. Sono le raccomandazioni fatte dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al governo in materia di tagli alla spesa. Il capo dello Stato il 10 agosto scorso (ma la notizia è stata resa nota solo il 14) ha inviato una lettera al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Catricalà nella quale ha tra l'altro sottolineato che le priorità per il Paese sono gli "investimenti per l'innovazione, la ricerca e la formazione".

Scelte equilibrate e sostenibili - "Il Presidente della Repubblica - si legge nella lettera (qui la versione integrale) - raccomanda altresì che in sede di revisione del complesso della spesa si effettuino scelte equilibrate, sostenibili socialmente e coerenti con la necessaria priorità degli investimenti per l'innovazione, la ricerca e la formazione". Questa la conclusione: "Confidando che il Governo vorrà tener conto dei rilievi e dei suggerimenti formulati, come sempre, in spirito di doverosa, leale collaborazione istituzionale, il Presidente Napolitano rivolge a lei e al Ministro Filippo Patroni Griffi, cui la presente è inviata per opportuna conoscenza, i saluti più cordiali, ai quali unisco i miei personali".

Non è un caso che, sul sito del Quirinale, venga di seguito pubblicato anche il comunicato con cui l'8 agosto si accompagnava la promulgazione della spending review.
Eccone il testo: "Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha promulgato la legge che converte, con modifiche, il decreto-legge del 6 luglio 2012 per la revisione della spesa pubblica. Il Parlamento ha ancora una volta dato a larga maggioranza e in piena, responsabile consapevolezza, il suo consenso, nel quale si esprime - in Italia come in ogni Paese democratico - l'imprescindibile, autonomo e decisivo ruolo del Parlamento. In quanto al frequente ricorso alla decretazione d'urgenza e alla posizione di questioni di fiducia, si tratta - come è noto - di una prassi di antica data, su cui il Presidente Napolitano ha espresso le sue preoccupazioni, tendendo a porvi freno, fin dall'inizio e in tutto il corso del suo mandato".

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