Berlusconi: "Non ho ancora deciso se candidarmi"

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"Tutto il partito mi chiede di tornare" afferma il Cavaliere in un'intervista a Liberation. Poi si dice sicuro che nel caso Ruby sarà assolto e aggiusta il tiro sull'euro: abbandonare la moneta unica "sarebbe il fallimento di un progetto storico"

"Tutto il partito, a cominciare dai deputati, mi chiede di tornare per beneficiare della mia popolarità in campagna elettorale. Non ho ancora deciso ma una cosa è sicura: sono sempre stato al servizio del mio Paese". Così Silvio Berlusconi, in un'intervista a Liberation in edicola domani 11 agosto. “Ciò che mi spinge a continuare a impegnarmi – afferma inoltre - è il senso di responsabilità  verso il mio paese e forse l'amarezza di non aver fatto tutto ciò che volevo", spiega. "Il mio ingresso in politica risale al 1994 - racconta ancora - questo ha permesso di evitare che la sinistra arrivasse al potere, tenendo conto che in Italia abbiamo una sinistra che è ancora ancorata alle pratiche del vecchio partito comunista. E' un merito storico di cui sono fiero".

Nel corso dell’intervista, l’ex premier affronta anche il tema spinoso del processo a suo carico per concussione e prostituzione minorile: "Sono sempre stato assolto, e sarà così anche per il processo Ruby”. "Una parte estremista e politicizzata della magistratura – continua il Cavaliere - ha cominciato a perseguitarmi da quando sono entrato in politica, e non ha più smesso. Gli italiano lo hanno capito, e sono con me".

Silvio Berlusconi corregge inoltre il tiro in merito ad alcune dichiarazioni rilasciate a proposito della moneta unica. "Uscire dall'euro non è una blasfemia? Non ho mai usato quell'espressione. Al contrario, ho sempre affermato che l'uscita dall'euro di uno o più Paesi provocherebbe la disintegrazione dell'eurozona. Sarebbe il fallimento di un progetto storico di un'Europa unita, e nessuno può auspicarlo".

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