Monti studia la "campagna d'autunno": dismissioni in agenda

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Il governo mira a ridurre drasticamente il debito pubblico, trovando allo stesso tempo risorse per la crescita. Le prossime mosse arriveranno in Cdm venerdì: bocciata l'idea di una patrimoniale straordinaria, si pensa alla vendita di beni pubblici

Ridurre drasticamente il debito pubblico trovando allo stesso tempo risorse fresche per rilanciare la crescita o almeno per non deprimere ulteriormente le possibilità di ripresa.
Il premier, Mario Monti, prende atto dei dati non confortanti che arrivano dall'economia (Pil -2,5% annuo, produzione -8% a giugno sempre su base annua) e studia la 'campagna d'autunno' mettendo a punto i primi interventi da attuare già settembre. Se ne potrebbe parlare sin dal prossimo Cdm, venerdì 10. Il menù è quasi completo: si ragiona sulle dismissioni e partecipazioni si limano le misure del terzo decreto sulla spending review, dopo i tagli  già varati per Palazzo Chigi e Tesoro e il decreto convertito martedì 7 agosto e promulgato da Giorgio Napolitano. Un provvedimento che già contiene misure per facilitare le dismissioni anche attraverso i fondi costituiti alla Cdp e al Demanio.

I conti pubblici - ribadisce da mesi il Governo - sono in sicurezza con un sentiero tracciato che porterà al pareggio di bilancio già l'anno prossimo. Ma dato il livello elevatissimo del debito (in valore assoluto oltre 1960 miliardi; il 123,4% in rapporto al Pil con i contributi per i fondi salva-Stati e i prestiti ai Paesi in crisi) occorreranno anche misure straordinarie per arrivare almeno alla soglia psicologica del 100%. Anche perché gli accordi europei prevedono una discesa repentina: calo di un ventesimo l'anno per la parte che eccede il 60% nel rapporto con il Pil, con sanzioni per chi sfora.

Fioriscono così le proposte per mettere mano al debito 'monstre'. Proposte alle quali - spiega il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini dopo un incontro con il premier - Mario Monti sta già intensamente lavorando. E anche il segretario del Pdl, Angelino Alfano, spiega dopo aver incontrato il Professore, che la riduzione del debito e' la "priorita' dei prossimi mesi". Monti commenta "bene la proposta del Pdl".

Ultima proposta arrivata sul tavolo del premier e del ministro dell'Economia, Vittorio Grilli è quella messa a punto da Giuliano Amato e Franco Bassanini. Si tratta di un mix di interventi che otterrebbe un calo di 2,5 punti percentuali ogni dodici mesi del debito, e prevede la vendita di immobili; la valorizzazione delle concessioni; la cessione di partecipazioni quotate (come Enel, Eni, Finmeccanica) e non quotate (a partire da Poste italiane); l'imposizione agli enti previdenziali dei professionisti di aumentare la quota di investimenti in titoli di Stato; la tassazione (una tantum del 25% e a regime del 20%) dei capitali illegalmente tenuti in Svizzera; incentivi e disincentivi fiscali per allungare le scadenze e alla riduzione del costo medio del debito. Bocciata invece l'idea di una patrimoniale straordinaria: "depressiva".

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