Spending review, il governo ottiene la fiducia al Senato

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Via libera al decreto legge: 217 sì, 40 no e 4 astenuti. Il testo passa ora alla Camera per l'approvazione definitiva. Dopo le critiche è stata modificata la norma sui farmaci generici: il medico potrà indicare il principio attivo o un prodotto specifico

Via libera del Senato al decreto legge sulla revisione della spesa. Il provvedimento è stato approvato dall'Aula di Palazzo Madama con 217 sì, 40 no e 4 astenuti. Il provvedimento passa ora alla Camera per essere convertito in legge il 2 o il 3 agosto.

La prima fase operativa della spending review assicura allo Stato risparmi di poco superiori a 4 miliardi nel 2012, a 10 miliardi nel 2013 e a 11 miliardi nel 2013. Con le risorse raccolte il governo rinvia al secondo semestre del prossimo anno l'aumento delle aliquote Iva previsto per il prossimo mese di ottobre, assicura il pensionamento anticipato ad altri 55.000 esodati, finanzia spese "indifferibili" per oltre 2 miliardi nel prossimo anno e destina 1 miliardo sia nel 2013 sia nel 2014 alle zone terremotate di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

Tra le modifiche di rilievo introdotte dal Senato, la facoltà per le regioni di aumentare dal 2013 all'1,1% dall'attuale 0,5% l'addizionale Irpef. Dopo un teso confronto con le case farmaucetiche, il maxiemendamento conferma l'obbligo per il medico di indicare sulla ricetta il solo principio attivo. Il medico ha però la facoltà di indicare sulla ricetta il nome del farmaco di marca con lo stesso principio attivo e la sua indicazione sarà vincolante per il farmacista se accompagnata da una sintetica motivazione scritta. Il capitolo dismissioni prevede la cessione alla Cassa depositi e prestiti delle società a controllo pubblico Sace, Fintecna e Simest. Poiché Cdp è fuori dal perimetro della pubblica amministrazione, l'operazione porterà entro il 2012 a ridurre il debito pubblico di circa 10 miliardi. Altra misura importante è la facoltà, data a Banca Mps , di vendere al Tesoro speciali obbligazioni simili ai Tremonti bond per rispettare il rafforzamento patrimoniale chiesto dall'Eba, l'Autorità bancaria europea.

Il maxi-emendamento su cui il governo ha ottenuto la fiducia contiene anche un blocco dell'aumento delle tasse universitarie per gli studenti in corso con redditi medio-bassi (Isee sotto i 40.000 euro), parallelo all'aumento delle tasse per gli studenti fuori corso.

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