Bersani: “Daremo riconoscimento giuridico alle coppie gay”

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Il leader del Pd presenta la "Carta di intenti" per il patto tra progressisti e moderati in vista delle elezioni e ribadisce: "Confermiamo la nostra lealtà a Monti. Saremo l’alternativa alle destre che hanno esposto l’Italia alla crisi”

"Confermiamo la lealtà al governo Monti anche caricandoci di responsabilità che non sono nostre. Noi guardiamo alla conclusione naturale della legislatura e vogliamo avviare un’alternativa non a Monti, ma alle destre che hanno esposto l'Italia alla crisi". Il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha presentato così il manifesto del suo partito in vista delle elezioni del 2013, alle quali punta a presentarsi insieme al Sel di Nichi Vendola e alleato dell'Udc, impegnandosi a difendere l'euro e a spingere per una maggiore integrazione economica europea. Una bozza di programma che prevede come impegno preliminare quello di indire delle primarie entro la fine dell'anno per scegliere il candidato comune alla presidenza del Consiglio.
Sul tema delle coppie gay, il leader Pd ha  detto: "Daremo sostanza normativa al principio riconosciuto dalla Corte Costituzionale per il quale una coppia omosessuale ha diritto a vivere la propria unione ottenendone il riconoscimento giuridico". Dichiarazioni che arrivano dopo le polemiche interne al Partito democratico proprio sulle nozze gay e pochi giorni dopo il riconoscimento da parte del Consiglio comunale di Milano delle coppie di fatto.


I punti del programma - Tra gli impegni presi da Bersani nel presentare i dieci punti della carta di intenti, dal titolo Italia. Bene comune. Per la ricostruzione e il cambiamento, anche la realizzazione di quelle “riforme liberali che la destra non può fare, contro le posizioni dominanti e i conflitti di interessi, e il rilancio del “sogno degli Stati Uniti d'Europa". E, sul fronte lavoro, “il primo passo da compiere è un ridisegno profondo del sistema fiscale che alleggerisca il peso sul lavoro e sull'impresa, attingendo alla rendita dei grandi patrimoni finanziari e immobiliari". Le forze della coalizione si impegnano poi "ad assicurare il pieno sostegno, fino alla loro eventuale rinegoziazione, degli impegni internazionali già assunti dal nostro paese o che dovranno esserlo in futuro". Il centrosinistra del post 2013, abbozzato dal segretario del Pd, dovrà "appoggiare l'esecutivo in tutte le misure di ordine economico e istituzionale che nei prossimi anni si renderanno necessarie per difendere la moneta unica e procedere verso un governo politico-economico federale dell'eurozona".

Alleanze e poteri del premier- Tra i punti della carta di intenti c'è l'impegno di democratici e progressisti "a promuovere un 'patto di legislatura' con forze liberali, moderate e di centro, di ispirazione costituzionale ed europeista, sulla base di una responsabilità comune di fronte al passaggio storico unico ed eccezionale che l'Italia e l'Europa dovranno affrontare nei prossimi anni. Il 1 agosto già è stato fissato il primo incontro con Vendola. E sul futuro premier: "A chi avrà l'onere e l'onore di guidare la maggioranza le forze della coalizione affideranno la responsabilità di una composizione del governo snella, sottratta a logiche di spartizione e ispirata a criteri di competenza, rinnovamento e credibilità interna e internazionale". Per evitare errori passati, Bersani mette nero su bianco i poteri del futuro premier. Le forze della coalizione dovranno inoltre "sostenere per tutta la legislatura l'azione del premier scelto con le primarie".

Riconoscimento giuridico alle coppie gay -
E' il punto 9 della Carta d'Intenti Pd, quello dedicato ai Diritti, nel quale si legge che "la dignità della persona umana e il rispetto dei diritti individuali sono la bussola del mondo nuovo e la cornice generale entro cui trovano posto tutte le nostre scelte di programma (…) In particolare, noi guardiamo oggi nel mondo alla lotta di popoli interi per la difesa dei diritti umani, a iniziare da quelli delle donne. E crediamo sia compito della politica, dei Parlamenti e dei governi affermare l'indivisibilità dei diritti: politici, civili e sociali. Anche su questo terreno l'Europa è per la politica dei singoli Stati un riferimento essenziale. A partire dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea proclamata per la prima volta a Nizza nel 2000 e dal Piano europeo di contrasto alle discriminazioni: di genere, orientamento sessuale, etnia, religione, età, portatori di differenti abilità (…) L'approvazione di questa norma sarà simbolicamente il primo atto che ci proponiamo di compiere nella prossima legislatura".

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