Spending review, cambia l'emendamento sui farmaci

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Il governo ha modificato la norma sulla prescrizione del principio attivo. Il medico potrà indicare un prodotto specifico, vincolando la decisione del farmacista. Per il Ministero "nessun passo indietro". Novità anche sulle tasse universitarie

Il decreto sulla spending review arriva al voto del Senato e il governo pone la fiducia sul pacchetto di norme. Nel testo definitivo ci sono alcune novità sull'emendamento che prevedeva l'obbligo da parte del medico che prescriva un farmaco di marca di indicare la motivazione della sua scelta. Il medico avrà ora la "facoltà" di indicare la ragione per la quale prescrive un determinato farmaco oltre al più generico principio attivo. Ma il maxi-emendamento aggiunge una clausola: "L'indicazione e' vincolante per il farmacista".

Su quella che sembrava una frenata del governo arriva subito una precisazione ufficiale. "Sulla prescrizione dei farmaci nessun passo indietro da parte del governo", ha affermato in una nota il Ministero dell'Economia. "Per il medico resta l'obbligo di indicare il principio attivo del farmaco prescritto, avendo la facoltà di prescrivere, indicando i motivi, anche un medicinale specifico a base dello stesso principio attivo. In questo ultimo caso - conclude il Ministero - il farmacista non può sostituire il farmaco prescritto".

Le tasse universitarie - Nel maxi-emendamento spunta anche un blocco dell'aumento per tre anni delle tasse universitarie per gli studenti in corso con redditi medio-bassi, ovvero con un Isee familiare sotto i 40 mila euro. Confermato invece il forte incremento per tutti i fuori corso: più 25% per i ragazzi con un Isee familiare fino a 90.000 Euro; più 50% per chi ha un Isee familiare tra i 90.000 e i 150.000 euro; addirittura il 100% per i redditi oltre i 150.000.


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