Milano, si accende il dibattito sulle coppie di fatto

Il consiglio comunale di Milano
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A Palazzo Marino si discute della delibera per introdurre il registro delle unioni civili. A favore si potrebbe delineare una maggioranza trasversale che unisce parti del Pdl e del Pd, oltre a Sel, Idv e M5S. Scontro sull'uso della parola "famiglia"

In attesa di una normativa nazionale, Milano prova a fare uno scatto, ad andare incontro soprattutto agli omosessuali e a dotarsi, per dirla con il sindaco, Giuliano Pisapia, di una delibera che "ripristina un livello di uguaglianza che è il minimo" che si possa dare ai cittadini. E' approdato oggi nell'Aula di Palazzo Marino, il provvedimento consiliare che intende istituire nel capoluogo lombardo il registro delle unioni civili: una promessa dell'allora candidato sindaco, che ha già incassato il parere favorevole delle 9 Zone della città, e che ora dovrà fare i conti con le posizioni delle diverse anime dell'emiciclo.

Pd e Pdl danno libertà di coscienza
- I principali partiti, infatti, Pd e PdL, hanno proclamato il 'rompete le righe', lasciando libertà di coscienza ai propri iscritti. E' così che alcuni componenti del maggiore partito di minoranza hanno potuto pronunciarsi a favore, salvo modifiche, e che una parte della maggioranza ha potuto esprimere le proprie perplessità. La partita si gioca, dunque, sul filo degli emendamenti. Giulio Gallera, consigliere PdL e 'portavoce' dell'area liberal del partito, ha detto di trovare "sbagliato arroccarsi sulla negazione della realtà" e di credere invece "giusto riconoscere diritti a chi convive secondo un affetto" purché non si "snaturi la famiglia". In questo senso va dunque l'emendamento che mira a stralciare il riferimento alla 'famiglia anagrafica' che i cattolici del Pd sono pronti a votare. Chi, invece, è intenzionato a tenere la porta chiusa al registro è il capogruppo del PdL, Carlo Masseroli, che vorrebbe, invece, che i diritti che mancano venissero elencati e portati all'attenzione del Governo: "stiamo dibattendo uno strumento amministrativo che non ha efficacia - ha spiegato -; se si vuol discutere del riconoscimento di diritti io ci sto. Ma non ci può essere equiparazione tra famiglia naturale e coppia di fatto, sono due cose oggettivamente diverse".

Rozza: "Le coppie gay hanno già dei figli" - Sulla stessa scia la Lega, che vorrebbe l'Amministrazione impegnata nel sostegno delle famiglie, mentre a difesa dell'iniziativa si sono schierati Pd (o almeno una parte), Sel, Sinistra per Pisapia, Idv e Movimento a 5 Stelle. "Non c'è dubbio - ha detto la capogruppo del Pd, Carmela Rozza - che stiamo parlando del diritto per gli omosessuali di essere riconosciuti come coppia; perché gli omosessuali questo diritto non ce l'hanno, non gli viene riconosciuto". Carmela Rozza ha ricordato le battaglie e le conquiste come quelle dell'aborto e del divorzio, invitando a non soffermarsi troppo sulle questioni di equiparazione alla famiglia o sul rischio che poi ci possa essere una rivendicazione del diritto ad avere figli da parte dei gay: "spesso le leggi arrivano dopo che i cittadini fanno le cose, mentre noi discutiamo, coppie gay hanno già figli". Anche Pisapia ha aperto al confronto pur di vedersi concretizzare l'obiettivo: "credo che questa delibera possa essere approvata senza polemiche, ma con un confronto serio. Ci sono alcune parole che posso essere modificate, forse in senso migliorativo, l'importante è che non ci si fermi sulle parole ma si guardi al contenuto".

Il nodo delle parole
- Le parole che sembrano 'pesare' di più sono principalmente quattro: una è, appunto, 'famiglia', la cui modifica è stata richiesta dal PdL; la seconda è lo 'sviluppo' delle unioni civili che la delibera vuol far pendere in capo all'Amministrazione e che non piace né a parte del Pd, né alla Lega; la terza è 'l'insieme di persone' che figura al posto di 'due'; l'ultima è l'assimilazione del convivente registrato al parente prossimo: secondo emendamento Pd, dovrebbe essere 'equiparato' e non 'considerato' come tale. Le questioni di sostanza dunque sembrano essersi 'arenate' alla prima discussione. Ora l'Aula dovrà lavorare di cesello per definire un testo intorno al quale cercare di radunare il più alto numero di voci. Ci sarà tempo ancora per una manciata di sedute (già convocate domani e giovedì), dopo le quali l'unica deliberazione certa sarà quella dell'inizio della pausa estiva.

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