Trattativa Stato-mafia, Napolitano: "Nulla da nascondere"

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Il capo dello Stato interviene alla cerimonia del Ventaglio. In riferimento alla decisione di sollevare il conflitto di attribuzione sull'inchiesta della procura di Palermo ha dichiarato: "Ho un principio da difendere"

"Non ho nulla da nascondere, ma un principio da difendere, di elementare garanzia della riservatezza e della libertà nell'esercizio delle funzioni di capo dello Stato". Giorgio Napolitano parla così alla stampa nel corso della cerimonia del Ventaglio facendo un riferimento diretto alle polemiche suscitate dopo la sollevazione del conflitto di attribuzione contro la procura di Palermo dinanzi alla Corte Costituzionale. Scelta compiuta dal Colle dopo che alcune conversazioni con l'ex ministro dell'Interno Mancino erano state acquisite dai magistrati siciliani.
L'incontro con la stampa è anche occasione per parlare della crisi, che "minaccia il nostro futuro", e richiamare i partiti a non "sacrificare la democrazia dell'alternanza". Il presidente della repubblica insiste poi con la necessità di "superare rapidamente" il nodo della legge elettorale. Serve, ha spiegato, "una nuova legge che scongiuri il ripetersi di guasti largamente riconosciuti e che risponda ad aspirazioni legittime avvertite dai cittadini". Infine, afferma con forza: "Lavorerò fino alla fine del mandato".

Napolitano: "Non sono mai uscito dal ruolo e dai poteri della Costituzione" - "Da presidente per storia e cultura intimamente legato alla Costituzione, non sono fuoriuscito neppure di un millimetro dal ruolo e dai poteri disegnati in quella Carta": lo ribadisce Giorgio Napolitano, dicendo di "non capire cosa sarebbe il 'presidenzialismo di fatto' affermatosi in questi anni". Alla cerimonia del Ventaglio, il presidente della Repubblica sottolinea di aver esercitato i poteri a lui attribuiti dalla Costituzione "con la determinazione e la capacità di iniziativa dettatemi da ricorrenti tensioni politico-istituzionali e suggeritemi dall'esigenza di offrire punti di riferimento positivi e non di parte ad una opinione pubblica spesso scossa e inquieta. Che sia più o meno riuscito in questo esercizio di responsabilità - conclude - lo diranno coloro che vorranno compiere domani analisi più distaccate; ma certo nessuna volontà di protagonismo personale, e tantomeno a scapito degli equilibri posti in Costituzione, mi ha sfiorato".

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