Vendola: "Alleanza col Pd solo se c'è anche Di Pietro"

Nichi Vendola
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Il leader di Sinistra e Libertà: "Non si capisce perché l'Idv andrebbe esclusa. Forse è un trofeo da portare all'altare con l'Udc?". L'ex pm: "Non poniamo ultimatum, ma chiediamo al Partito democratico di chiarire la propria posizione"

Un messaggio diretto, quasi un ultimatum: "Io mi siedo a discutere con il Pd se c'è anche Antonio Di Pietro. Non ci sto alla mutilazione di un pezzo del centrosinistra. Non si capisce perché Di Pietro andrebbe espulso. Forse è un trofeo da portare all'altare dell'alleanza con l'Udc? Io non faccio politica in questo modo".

A dirlo è il leader di Sel Nichi Vendola, in una conferenza congiunta con il leader Idv Antonio Di Pietro. Quest'ultimo non vuol sentir parlare di aut aut: "Non poniamo ultimatum, ma chiediamo al Pd di chiarire la propria posizione. Basta voti di fiducia al governo per tirare a campare. Il Pd faccia una scelta di campo scegliendo non dentro questo Palazzo, perché a pane e spread si muore di fame".

"Io sono interessato a costruire il centrosinistra", gli fa eco il leader Sel, secondo il quale "il dibattito con i moderati non è impedito, ma è impedita la resa". "Noi - aggiunge Di Pietro - intanto ci avviamo. Domani ci sarà un grande incontro con i sindaci del Mezzogiorno e così via e così via: ci auguriamo di poter lavorare al più presto anche con il Pd". La differenza tra Udc e Sel, per il governatore della Puglia si misura anche sui temi etici: "In una coalizione che non riconosce le coppie di fatto, dice Vendola, non ci si può accomodare neanche per prendere un caffè".

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