Lombardia, Maroni scarica Formigoni: “Difficile continuare”

1' di lettura

Dopo le indiscrezioni che vorrebbero il governatore indagato, i vertici del Carroccio si sono ritrovati a Milano per il Consiglio federale: “Non è da escludere l’ipotesi del voto nel 2013”. L’ex ministro dell’Interno: “Ragioni di opportunità politica”

La Lega è pronta a staccare la spina in Lombardia. Dopo le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni, secondo cui il governatore Roberto Formigoni sarebbe indagato nell’ambito di un’inchiesta sulla sanità regionale, i vertici del Carroccio si sono riuniti nella giornata di lunedì 25 giugno per il Consiglio federale e per decidere i prossimi passi.
Ma le parole di Roberto Maroni a SkyTG24 lasciano poche speranze: “Non mi interessa capire se ci sono fondamenti di carattere penale, ci interessa capire se questa vicenda rende possibile la continuazione del governo in Lombardia fino al 2015. Ci sono ragioni di opportunità politica che a volte rendono difficile continuare o addirittura impossibile”.
"Valuteremo nelle prossime settimane anche l'eventualità di un abbinamento tra le elezioni politiche del 2013 e le elezioni anticipate in Regione Lombardia", hanno spiegato il vicepresidente in Regione, Andrea Gibelli, e il capogruppo del Carroccio al Pirellone, Stefano Galli, uscendo dalla sede della Lega in via Bellerio a Milano.

Galli: "Non necessario arrivare alla scadenza naturale" - "Riteniamo che non necessariamente si possa pensare di arrivare alla scadenza naturale", della legislatura, ha spiegato Galli. "Nelle prossime settimane faremo ulteriori valutazioni - ha aggiunto - come anche l'ipotesi di un eventuale abbinamento delle elezioni anticipate alle politiche del 2013". "Tutto dipende dalla valutazione attenta dei fatti - ha continuato, con riferimento all'inchiesta in cui è coinvolto Formigoni - che lasciano un po' di mal di pancia". "Roberto Maroni considera il 2015 una data molto in là - ha proseguito Gibelli - c'è la scadenza del 2013 che rappresenta una opportunità politica".
Galli ha poi riferito che con Formigoni è in programma un incontro "a breve, dopo il congresso" federale della Lega, in programma sabato e domenica. "Dopodiché faremo il punto", ha aggiunto.

Gibelli: "Una questione di opportunità politica" - "Non facciamo decidere ai giornali chi governa la Lombardia", ha però scandito Gibelli, sottolineando che, quella leghista, è una valutazione di "opportunità politica" e "non sconfessa alcunché di quello che è stato fatto in Regione Lombardia". Ciò che è cambiato, ha spiegato, è che Roberto Maroni ha "indicato una scadenza naturale nel 2013, come passaggio di boa". Ma, ha avvertito Gibelli, si tratta di "aspetti che saranno valutati nel corso del congresso federale".

L'inchiesta in Lombardia - Nel fine settimana, Formigoni ha detto più volte di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia aggiungendo che non intende dimettersi nemmeno se la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati dovesse trovare conferma. Le elezioni regionali dovrebbero tenersi nel 2015.
Nei giorni scorsi alcune tv e quotidiani, tra cui il Corriere della Sera che per primo ha dato la notizia sabato, hanno scritto che Formigoni sarebbe indagato dai magistrati milanesi, per finanziamento illecito e corruzione, con l'accusa tra l'altro di aver ricevuto dalla Fondazione Maugeri, che gestisce alcune cliniche lombarde, 500.000 euro per la sua campagna elettorale del 2010.
La posizione della Lega - alleato del Pdl in Regione – è determinante per il futuro di Formigoni, le cui dimissioni vengono chieste da tempo dalle opposizioni al Pirellone.

Leggi tutto