Corrado Passera: “Non ci saranno altre tasse”

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Il ministro dello Sviluppo Economico a RadioUno: “L’ammontare del peso fiscale è già molto elevato, non vedo spazi per ulteriori interventi”. Intanto sulla riforma del lavoro, la responsabile del Welfare, Elsa Fornero, ribadisce: "Disponibili a modifiche"

“Non credo personalmente che un’altra grossa tassa oggi sia la cosa da fare”. Parola del ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, intervistato martedì 19 giugno su RadioUno. “L’ammontare del peso fiscale è già molto elevato – ha detto Passera – non vedo spazi per ulteriori interventi”.
Ma Passera spiega anche che "ridurre le tasse a quelli che le pagano è un obiettivo che abbiamo" ma "non è pensabile nel breve" termine. "Dobbiamo tutti insieme fare in modo che si creino le condizioni - ha spiegato il ministro a Radio Anch’io - prima di tutto che tutti paghino e sappiamo che questa è una condizione diversa dalla realtà". Secondo il ministro, la riduzione delle tasse "è uno dei temi in graduatoria che deve stare tra i primissimi punti obiettivo di qualsiasi governo".
E per questo "la spending review ci  deve mettere in condizione di evitare l'aumento dell'Iva, altrimenti  inevitabile".

Passera affronta anche la questione degli esodati, che sta creando qualche grattacapo al governo e al ministro del Lavoro, Elsa Fornero: “Dobbiamo risolvere la situazione". E aggiunge che "sarebbe un bel segnale" arrivare al consiglio europeo di fine giugno con la riforma del lavoro approvata (auspicio che aveva espresso anche nei giorni scorsi). Proprio sulla riforma del Lavoro, il ministro del Welfare ha ribadito che il governo è disponibile a fare delle modifiche: "Non c'è dogmatismo", bisogna "essere disposti a monitorarla, a vedere se gli effetti si discostano dagli obiettivi posti e se così dovesse succedere bisogna avere la disponibilità eventualmente a cambiare qualcosa".

Rispondendo poi a una domanda su una sua possibile candidatura politica, Passera ha risposto: "Non devo neanche pensarci, adesso dobbiamo portare l'Italia al di là del guado". A una candidatura, ha ribadito Passera, "non posso e non devo pensarci. Devo far bene questo mestiere. Questo governo tecnico non deve pensare al dopo perché dobbiamo svolgere il nostro compito e guai a targare elettoralmente un governo come il nostro". Secondo il ministro, "che ci sia una vasta area di italiani che vogliono partecipare di più è un fatto oggettivo, che ci sia una legge elettorale che non aiuta perché costringe a dei raggruppamenti eterogenei e forzosi che non incoraggiano è un altro fatto oggettivo".

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