Monti: “Italia ancora in crisi, ma ce la farà da sola”

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Dopo l’ok al decreto sviluppo, criticato dal Pdl, il premier interviene a un convegno a Milano e spiega: “Ora si può pensare alla crescita". Poi va a Bologna, dove viene contestato, e assicura: "Ne usciremo e non perché ce lo chiede la Merkel o la Troika”

"Ci siamo spostati dall'orlo del precipizio, ma il cratere si è allargato e ci sta rincorrendo". A dirlo è il presidente del Consiglio, Mario Monti, inaugurando a Milano il Vodafone Village. "Siamo di nuovo in una crisi - ha aggiunto - ma ora possiamo pensare un po' alla crescita". Ma le parole del premier si scontrano con le critiche del centrodestra, che giudica le misure troppo deboli.
Poco prima, infatti, il segretario del Pdl Angelino Alfano, commentando il decreto sviluppo varato del governo, aveva detto: "Sui giornali avevo visto che erano stati stanziati 80 mld per la crescita; poi ho capito che erano 1 reale e 79 virtuali. E' come se noi, approvando il piano casa, avessimo detto che venivano non affidati ma stanziati 50mld".

Monti: "Italia ce la farà da sola" - "Ce la faremo, non perché ce lo chiede Angela Merkel" e "ce la faremo da soli" non perché pressati dal "tallone della Troika". Il presidente del Consiglio Mario Monti lancia anche un messaggio di ottimismo sulle chances dell'Italia alla vigilia delle elezioni greche e a poche settimane dal cruciale vertice del Consiglio europeo dove "dovremo arrivare con la riforma del lavoro approvata".

"Addestrato a fare il vicesegretario della vecchia Dc" - Monti è poi intervenuto alla festa di Bologna di Repubblica, dove - tra diverse contestazioni e tafferugli nei quali sono rimasti contusi 4 agenti - è tornato sui temi della crescita e della crisi, sottolineando anche l'eterogeneità della maggioranza che lo sostiene, fino a scherzare dicendo: "Se dovesse rinascere la vecchia Dc, potrei essere allenato a fare il vicesegretario".



"Sugli esodati una ricognizione la più precisa possibile" - Monti ha parlato anche della questione esodati, nel giorno in cui i sindacati sono scesi in piazza per protestare contro la riforma del lavoro. L'impegno del governo - ha detto - è di "avere al più presto una ricognizione" la più precisa possibile e a "prendere i provvedimenti conseguenti, tenendo conto che non tutti e non subito si trovano in questa situazione". Il premier ha quindi smentito che il ministro Fornero gli abbia offerto le dimissioni, precisando inoltre che in ogni caso non le avrebbe accettate.

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