Decreto Sviluppo: tra "fase 2" e "crescita low cost"

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Il provvedimento mira a rilanciare l'economia mobilitando risorse fino a 80 mld. La Stampa: "Pochi soldi, qui si tratta di tagliare". Scettica Repubblica: "Non basta una spinta se il motore è logoro". Il Sole 24 Ore: "Un buon segnale". RASSEGNA STAMPA

Il Governo rilancia la propria iniziativa con un maxi decreto che mira a rilanciare lo sviluppo dell'economia reale italiana attivando 70-80 miliardi di investimenti. La scommessa di Passera è che le misure inducano i privati a investire. I partiti di maggioranza hanno espresso apprezzamento, anche se con alcune riserve nel Pdl e una certa freddezza del Pd. Positivo il giudizio di Confindustria che ritiene il decreto "utile per lo sviluppo".

Il provvedimento del governo occupa le prime pagine di tutti i quotidiani di sabato 16 e divide commentatori ed editorialisti.
Di "crescita low cost" parla La Stampa: "Gli 80 miliardi di cui ha parlato ieri Passera illustrando gli effetti del decreto sviluppo - scrive Francesco Manacorda - sono 'mobilitati', parola un po' fumosa dietro la quale si cela la semplice verità che di soldi disponibili ce ne son pochi e che qui si tratta soprattutto di tagliare dove si può, o di inventare formule innovative, invece che di spendere risorse che non ci sono".

"Cambio d'agenda, direzione giusta", titola il Corriere della Sera che con Dario Di Vico dà un giudizio positivo del provvedimento. Quello che "gli ottimisti" chiamerebbero "l'inizio della fase 2" del governo. "Monti sembra aver scelto un altro indirizzo - si legge -. Punta, in parallelo, ad aggredire il debito e varare una serie di provvedimenti per le imprese che diano risultati positivi in tempi brevi".

Positivo anche il giudizio del Sole 24 Ore che parla di "un buon segnale da rafforzare". Più scettico Tito Boeri che su La Repubblica parla si una spinta che non basta se "il motore è logoro". "Alcuni interventi - scrive - sembrano in palese contraddizione con operazioni che il governo sta faticosamente cercando di portare avanti nell'ambito della spending review".

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