Dl sviluppo, 80 miliardi per detrazioni e incentivi

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Bonus per l'assunzione di personale qualificato, finanziamenti per le ristrutturazioni, canali di credito alternativi al sistema bancario per le piccole e medie imprese: sono solo alcuni dei provvedimenti contenuti nel testo. LA SCHEDA

Bonus per l'assunzione di personale qualificato, riordino degli incentivi, proroga al 50% delle detrazioni per interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica, canali di finaziamento alternativi al sistema bancario per le piccole e medie imprese e concordato preventivo più semplice per le aziende in crisi. Dopo settimane di confronto tra ministero dell'Economia e quello dello Sviluppo economico, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge con le "misure urgenti per la crescita", che punta ad attivare diverse leve necessarie per stimolare il rafforzamento della competitività, la ripresa della domanda, lo stimolo al dinamismo imprenditoriale, mobilitando risorse fino a 80 miliardi.

Credito di imposta per nuove assunzioni - Il decreto introduce un contributo in forma di credito d'imposta per le nuove assunzioni a tempo indeterminato di personale altamente qualificato in possesso di laurea magistrale a carattere tecnico o scientifico o di dottorato di ricerca. L'aliquota del beneficio è pari al 35% con un limite massimo di 200.000 euro annui ad azienda e con un vincolo di trattenere il personale assunto per almeno 3 anni. Secondo Palazzo Chigi il contributo potrebbe favorire oltre 4.000 nuove assunzioni.

Detrazioni sulle ristrutturazioni edilizie - Il decreto alza, fino al 30 giugno 2013, le soglie di detrazione Irpef al 50% dal 36% per lavori fino a 96.000 euro (attualmente fino a 48.000 euro) e consente dal 1° gennaio 2013 al 30 giugno 2013 la detrazione di imposta del 50% per gli interventi di riqualificazione energetica (fino al 31 dicembre 2012 resta valida la detrazione al 55%).

Mini bond per le pmi - In alternativa al canale bancario, il decreto consente alle piccole e medie imprese di finanziarsi attraverso l'emissione di strumenti di debito a breve termine (cambiali finanziarie) e a medio lungo termine (obbligazioni e titoli similari, obbligazioni partecipative subordinate), con il supporto di sponsor che assistono gli emittenti e fungono da market maker garantendo la liquidità dei titoli.

Si snellisce il diritto fallimentare - La misura introduce in Italia la facoltà - già presente negli ordinamenti di altre economie avanzate, come ad esempio il Chapter 11 negli Usa - di depositare un ricorso contenente la mera domanda di concordato preventivo, senza la necessità di produrre contestualmente tutta la documentazione finora richiesta. Il debitore potrà così accedere immediatamente alle protezioni previste dalla legge fallimentare. L'obiettivo è quello di promuovere l'emersione anticipata della crisi.

La sospensione del Sistri -  Per consentire gli accertamenti sul funzionamento del sistema di tracciabilità dei rifiuti (Sistri), il decreto sospende fino a non oltre il 30 giugno del 2013 il termine di entrata in operatività del sistema.

Project bond tassati al 12,5% -  Il decreto estende alle obbligazioni emesse dalle società di progetto (project bond) il "regime fiscale previsto per i titoli del debito pubblico", vale a dire una ritenuta sulle cedole pari al 12,5% (20 per la generalità delle attività finanziarie).  Diverse bozze aumentano al 60 dall'attuale 50% la percentuale minima di lavori che le società concessionarie devono affidare a terzi.

La defiscalizzazione delle infrastrutture
-  Tutte le opere infrastrutturali, realizzate in partenariato pubblico-privato, potranno beneficiare della disciplina attuale di defiscalizzazione, a parziale o totale copertura del contributo pubblico a fondo perduto. La normativa oggi in vigore individua invece solo alcune tipologie di opere infrastrutturali alle quali si applica la defiscalizzazione, tra cui ad esempio non sono comprese le reti
ferroviarie non metropolitane e le infrastrutture aeroportuali. Inoltre si interviene sulla disciplina relativa alle opere  portuali al fine di agevolare l'utilizzo degli strumenti già previsti.

Piano nazionale per le città - Il governo mette sul piatto 225 milioni nell'immediato per ristrutturare le aree degradate delle città. Palazzo Chigi dice che i diversi soggetti istituzionali interessati al Piano saranno coordinati da una Cabina di regia che selezionerà gli interventi da realizzare. Lo strumento del "contratto di valorizzazione urbana" regolamenterà gli impegni dei vari soggetti pubblici e privati relativamente all'area da valorizzare, così da consentire l'avvio delle opere in tempi definiti.

L’autonomia finanziaria dei porti -  Il governo prevede di destinare ai porti, nel limite massimo di 70 milioni euro annui, parte dell'Iva e delle accise (1%) in essi prodotte attraverso le operazioni portuali di import-export di merci. "Si punta così a dare nuovo impulso alla infrastrutturazione portuale e alla viabilità stradale e ferroviaria di connessione consentendo, inoltre, il potenziamento del piano di sviluppo delle cosiddette autostrade del mare", spiega Palazzo Chigi.

Autostrade: sale al 60% la percentuale minima di lavori a terzi - Il governo alza dal 50% al 60% la quota dei lavori che i concessionari sono tenuti ad affidare attraverso
procedure di evidenza pubblica. "Si restituisce così al mercato un'ampia quota di contratti di lavori pubblici, consentendo il coinvolgimento delle piccole e medie imprese nella realizzazione delle opere presenti nei piani di investimento delle società concessionarie", dice Palazzo Chigi.

Il fondo per la crescita sostenibile
- Il decreto provvede a riordinare il fondo speciale rotativo sull'innovazione tecnologica, denominandolo Fondo per la crescita sostenibile, abrogando 43 norme di agevolazione alle imprese. Al nuovo Fondo affluiranno gli stanziamenti iscritti al bilancio e non utilizzati e le somme restituite o non erogate a seguito di revoche ai sensi delle leggi di incentivazione abrogate, così come le risorse di competenza del ministero dello Sviluppo già depositate presso la Cassa depositi e prestiti (Cdp). "Si andranno in questo modo a recuperare circa 650 milioni di euro nel 2012, più altri 200 milioni negli anni successivi", dice il governo. Saranno rese disponibili anche le risorse del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (Fri) istituito presso Cdp stimabili in circa 1,2 miliardi di euro.

Il capitolo offshore - Il decreto stabilisce una fascia di rispetto unica e più rigida, per petrolio e per gas, passando dal minimo di 5 miglia alle 12 miglia dalle linee di costa e dal perimetro esterno delle aree marine e costiere protette, per qualunque nuova attività di prospezione, ricerca e coltivazione. Sono fatti però salvi i procedimenti concessori in materia di idrocarburi off-shore che erano in corso alla data di entrata in vigore del cosiddetto correttivo ambientale, il decreto legislativo 128 del 2010 varato dopo il disastro ambientale causato dalla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel Golfo del Messico. Viene poi creato un fondo per le attività di salvaguardia del mare e di sicurezza delle operazioni offshore finanziato attraverso l'aumento delle royalties per le estrazioni in mare (dal 7 al 10% per gas e dal 4 al 7% per petrolio).

Giustizia civile - Il decreto prevede indennizzi predeterminati e calmierati (da 500 a 1500 per ogni anno di ritardo), termini di fase e complessivi prefissati (6 anni complessivi, di cui 3 per il primo grado, 2 per l'appello e 1 per la cassazione), nonché cause di non indennizzabilità riconducibili alla condotta non diligente, dilatoria o abusiva della parte.

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