Approvato il decreto sviluppo. Monti: "Crescita e tagli"

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Il premier presenta il provvedimento: "Occorre ridurre il peso dello Stato". Passera: "Prevediamo nei prossimi 8 anni quasi 200 miliardi di investimento". Previsto anche un filtro per velocizzare i processi civili

"Crescita e riduzione della dimensione e del peso dello Stato". Queste sono le due direttrici secondo cui si è mosso il governo, dice Mario Monti al termine del Consiglio dei ministri, che ha approvato il decreto sviluppo (qui tutte le misure approvate). "La crescita - ha detto Monti - è sempre stata una priorità del governo", non c'è mai stata una fase 1 e una fase 2 sullo sviluppo. "Oggi viene presentato un corpo organico e molto robusto del lavoro del ministro Passera", ha aggiunto, prima di cedergli la parola.

Passera: "Mobiliteremo risorse fino a 80 miliardi" - L'x numero uno di Intesa San Paolo ha spiegato che tra risorse e investimenti il decreto sviluppo "mobiliterà risorse fino a 80 miliardi". Di questi, "40-45 miliardi arriveranno dai project bond e dalle misure per le pmi", gli altri 30-35 miliardi dalle altre misure. "Prevediamo nei prossimi 8 anni quasi 200 miliardi di euro investiti nel settore, sia nei comparti più 'tradizionali' - come le reti gas ed elettriche, i rigassificatori e l'estrazione di idrocarburi - sia nella cosiddetta 'green economy', ovvero l'efficienza energetica, le rinnovabili elettriche e termiche e le reti intelligenti".



Severino: "Accorceremo i tempi della giustizia civile" - Ma il decreto legge sullo sviluppo contiene anche alcune norme per accorciare i tempi della giustizia civile attraverso un filtro ai processi d'appello, "una ricetta abbastanza semplice, che coniuga la necessità di assicurare garanzie con quella di snellire i processi", come ha spiegato lo stesso Guardasigilli dopo il Cdm.
"L'impugnazione è dichiarata inammissibile dal giudice competente quando non ha una ragionevole probabilità di essere accolta", dice il decreto. "Abbiamo anche visto che il 68% dei processi civili finisce con la conferma della sentenza di primo grado", ha aggiunto la Severino. "Lì dunque bisogna affondare la pala, nel mucchio dei processi accumulati, senza venir meno ai principi di garanzia".

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