G8, giunta dice sì all'uso delle intercettazioni di Verdini

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La commissione per le autorizzazioni ha accolto la richiesta della procura di Roma. A favore hanno votato Pd, Udc, Lega e Ivd. Contro il Pdl. L'indagine riguarda la realizzazione della scuola Marescialli dei carabinieri di Firenze.

La giunta per le autorizzazioni della Camera ha detto sì alla richiesta della procura di Roma di utilizzare le intercettazioni che coinvolgono Denis Verdini, nell'ambito dell'inchiesta sul G8. Gli unici a votare contro gli esponenti del Pdl. La richiesta del gip di Roma è stata appoggiata da 10 voti a favore e sette contrari. Per il sì si sono espressi Pd, Udc Lega e Idv. Ora l'aula della Camera si  dovrà esprimere sul parere della Giunta.

L'indagine della Procura della Repubblica di Roma che vede coinvolto Verdini riguarda il concorso in corruzione di diversi soggetti tra cui, oltre al coordinatore del PdL, Angelo Balducci e Fabio De Santis (in qualità di pubblici ufficiali operanti presso il Dipartimento Turismo della Presidenza del Consiglio), Francesco De Vito Piscicelli e Riccardo Fusi. L'accusa è di aver partecipato ad appalti e commesse pubbliche, come la realizzazione della Scuola Marescialli dei carabinieri di Firenze, in violazione delle regole sull'affidamento dei pubblici appalti.

Lo stralcio di cui vengono trasmessi gli atti, si legge nella relazione in Giunta, concerne il procedimento a carico dei soli Verdini e Pierfrancesco Gagliardi (cognato del De Vito Piscicelli). Tutto sarebbe nato da un'ispezione della Banca d'Italia sul Credito Cooperativo Fiorentino, banca operante in Toscana ed avente cospicui rapporti con l'altra grande banca toscana, il Monte dei Paschi di Siena". Ma si sarebbe indagato anche sui rapporti tra il Credito Cooperativo Fiorentino e la Banca Antonveneta. Nella relazione della Banca d'Italia si afferma che il consiglio d'amministrazione del Credito Cooperativo Fiorentino avrebbe gestito le risorse bancarie "in modo contrastante con i principi di sana e prudente gestione" e anche "con le stesse linee strategiche che il medesimo consiglio d'amministrazione si era dato in precedenza".

Dalle indagini emergerebbe che Riccardo Fusi, dominus della Baldassini, Tognozzi e Pontello (importante impresa edile toscana) era al centro di una rete di rapporti complessa che poteva contare sul sostegno istituzionale di Balducci, presso la Presidenza del Consiglio e il Ministero delle Infrastrutture e su quello di Denis Verdini per il Credito Cooperativo Fiorentino. Verdini, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe anche offerto a Fusi vantaggiose relazioni in quanto coordinatore del Pdl

Secondo l'ipotesi accusatoria, Balducci e De Santis avrebbero ottenuto da Fusi la promessa di ottenere il 2% del valore dell'appalto se il contratto per la realizzazione della caserma dei CC fosse stato riassegnato alla Baldassini, Tognozzi e Pontello (in precedenza era stata estromessa in favore della ditta Astaldi), oppure se alla stessa impresa fosse stato riconosciuto un risarcimento per l'illegittima esclusione dal contratto. Altri episodi di corruzione si sarebbero ravvisati negli impegni assunti da Balducci e De Santis in favore di Fusi e De Vito Piscicelli per le commesse legate ai Mondiali di nuoto del 2009 a Roma e in altre iniziative ed eventi connessi alle celebrazioni per i 150 d'unita' d'Italia. Secondo l'autorita' giudiziaria sarebbe dunque rilevante acquisire al fascicolo per il dibattimento non solo le intercettazioni tra Fusi e Balducci, ma anche le 31 con Verdini.

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