Governo, settimana decisiva per sviluppo e spending review

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Il 12 giugno prima riunione del Comitato sulla revisione della spesa con la presenza del commissario Enrico Bondi. In arrivo al Consiglio dei ministri il decreto su cui Passera ha detto di “volerci mettere la faccia”: si cercano 100 milioni

Settimana decisiva per la Spending review e per il decreto sviluppo, due capitoli essenziali per l'azione del governo Monti prima dell'estate: martedì 12 giugno è infatti prevista la prima riunione del Comitato sulla revisione della spesa con la presenza del commissario Enrico Bondi, che con ogni probabilità deciderà di allargare il campo di intervento inizialmente limitato al settore dell'acquisto di beni e servizi. E nei prossimi giorni arriverà in Consiglio dei Ministri il decreto Sviluppo sul quale il ministro Corrado Passera ha detto di volerci "mettere la faccia". Per finanziare il pacchetto con le nuove misure si cercano 100 milioni. Secondo quanto riportato dal quotidiano la Stampa il governo starebbe pensando a un intervento sulle assicurazioni straniere.

Il 12 giugno dunque la prima riunione del "Comitatone" sulla spending review: oltre al premier Monti siederanno attorno al tavolo i ministri Piero Giarda, Filippo Patroni Griffi, Vittorio Grilli e il sottosegretario Antonio Catricalà. E naturalmente il Commissario Enrico Bondi, che presenterà la sua relazione. Il decreto di nomina gli ha assegnato il compito di riuscire a fare tagli nel grande capitolo dell'acquisto di beni e servizi, una spesa complessiva ha spiegato il ministro Giarda che si aggira sui 100 miliardi complessivi. Qui dovranno essere fatti risparmi per 4,2 miliardi da destinare ad uno scopo preciso: evitare l'aumento dell'Iva a ottobre.

A Palazzo Madama è stato approvato un emendamento del Pd al decreto che allarga il campo di intervento a tutti gli aspetti della macchina pubblica. Entro il 30 settembre il governo dovrà presentare un programma che riguarda per esempio l'accorpamento delle strutture periferiche dell'amministrazione dello Stato, o la razionalizzazione dei Tribunali, ecc. e presentare subito dopo, insieme alla Finanziaria, i disegni di legge di attuazione del programma. Il decreto deve essere ancora approvato dalla Camera, ma il governo è intenzionato a procedere già su questa strada, come ha rivelato il ministro Grilli al Convegno dei giovani di Confindustria, dove ha parlato di una "fase due" della spending review. La preoccupazione del governo riguarda i comuni e le Regioni, ai quali la Costituzione, all'articolo 119, attribuisce autonomia e nei cui Bilanci Bondi non potrà mettere becco. Ma per Monti, viste anche le spese per il sisma, è importante presentarsi al Consiglio Europeo di fine giugno con un programma che confermi l'affidabilità del risanamento dei nostri conti.

Ma altrettanto essenziale, per la sostenibilità del debito, è dare un segnale ai mercati che il Pil si muove dal profondo rosso. Di qui il pressing di Passera a varare il decreto che dia qualche risorsa al sistema delle imprese. Visto che la Ragioneria generale non dà l'ok sulla copertura del capitolo Infrastrutture, in Consiglio dei ministri potrebbe intanto arrivare un decreto sugli incentivi all'industria e con alcune misure sulla giustizia (diritto fallimentare, udienza filtro per l'appello nel processo civile) attese dal mondo delle imprese.
Il 12 giugno, infine, tornerà in Aula il ddl anticorruzione su cui la strada sembra tutta in salita.  Il governo, dopo vari tentativi falliti di mediazione, valuta dunque maxiemendamento che contempli la parte penale del provvedimento. Il ministro Profumo, ospite a SkyTG24, ha assicurato che il governo non cadrà su questo disegno di legge.

Una settimana importante dunque per il governo, che si apre, tra l'altro, con una lettera del premier Mario Monti a Repubblica, in risposta a un editoriale di Eugenio Scalfari in cui il fondatore del quotidiano aveva individuato "alcuni poteri forti" a Palazzo Chigi che "remano sistematicamente contro la sua politica". Scalfari fa tre nomi: il capo di Gabinetto Vincenzo Fortunato, il sottosegretario Antonio Catricalà e il ragioniere generale del Tesoro Mario Canzio. Quando li ho scelti "non ero certo all'oscuro dei loro rispettivi percorsi di carriera, ne' di chi avesse avuto un ruolo decisivo nel valorizzarli in passato", è la premessa di Monti. Ma "si tratta di qualificati funzionari dello Stato e nel decidere di avvalermi della loro collaborazione li ho valutati alla luce di quelle che, dopo attento esame, mi sono parse le loro caratteristiche di competenza, integrità, autorevolezza nell'esercitare le funzioni a esse attribuite, lealtà".


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