Corruzione, Severino: "Senza fiducia il governo va a casa"

1' di lettura

Il ministro della Giustizia avverte i partiti: l'esecutivo è pronto al voto di martedì 14 sul ddl. E aggiunge: "Il testo è stato emendato con dei miglioramenti ma la giustizia non è merce di scambio"

Il governo è pronto a chiedere martedì 12 la fiducia sul ddl anti-corruzione. E "se non abbiamo la fiducia, il governo torna a casa". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Paola Severino, affermando di essere "assolutamente serena, perché credo che il provvedimento sia importante corretto e condivisibile".

Il testo, ha aggiunto il Guardasigilli, "è stato emendato con dei miglioramenti" e che "danno effetti positivi. Mi ero sempre dichiarata sempre aperta e disponibile" ma "ciò cui non mi ero mai e non sono tuttora disponibile è considerare la giustizia una merce di scambio". La riforma dei reati contro la Pubblica amministrazione, ha aggiunto, "è un progetto serio".

Nei giorni scorsi il Pdl ha alzato la posta in gioco, chiedendo modifiche a partire dall'abbassamento dei minimi delle pene in particolare sulla concussione per induzione cercando, come si accusa dal Pd, di mettere in campo norme che potrebbero essere utilizzate per il processo Ruby. L'orientamento del governo sarebbe quello, a questo punto, di mettere la fiducia sul testo uscito dalle commissioni. Una richiesta che viene anche dal Pd. "Per noi - sottolinea il capogruppo dei democratici Dario Franceschini - non deve cambiare una virgola". Compreso, dunque, l'innalzamento delle pene della corruzione passato con un blitz in commissione su un emendamento a firma della capogruppo del Pd Donatella Ferranti.

Resta in dubbio se il testo sul quale verrà messa la fiducia, comprenderà anche l'articolo 10 del provvedimento sulle incandidabilità, per ora accantonato. Il testo della commissione prevede una delega al governo ad emanare provvedimenti per l'incandidabilità dei condannati con sentenza passata in giudicato. Norma che il Pdl non vorrebbe fosse modificata.

Leggi tutto