Sisma, Napolitano: "Vigilerò io sulla ricostruzione"

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Il capo dello Stato in Emilia: "Occorre affrontare la questione dei morti sul lavoro". Intanto, l'Autorità per l'energia sospende il pagamento delle bollette di luce, gas e acqua nei centri colpiti dal terremoto. Stato di emergenza prorogato a maggio 2013

Un decreto legge firmato a tempo di record, anzi "a occhi chiusi", per far ripartire l'economia, riaprire le fabbriche e riportare i campanili dell'Emilia all'antico splendore. Il tutto 'blindato' con la garanzia che il Quirinale vigilerà anche dopo, una volta finita l'emergenza, pronto "a dare una sveglia" a quanti fossero colti da improvvisa amnesia sui "doveri di uno Stato che si rispetti" verso chi soffre. Ecco gli impegni del presidente della Repubblica per le popolazioni colpite dal terremoto al termine di una lunga e commovente visita nell'area. Un tour partito dall'ufficialità di Bologna, dove ha incontrato le istituzioni locali, e terminata in un bagno di folla tra Mirandola, Crevalcore e Sant'Agostino, tre dei comuni più colpiti dalla violenza del sisma (lo speciale). Solo qualche fischio isolato di uno sparuto gruppetto di un centro sociale a Mirandola che contestava più il ruolo delle banche che quello del presidente.
Una visita che se da un lato ha commosso il capo dello Stato, dall'altro gli ha regalato un mare di applausi, centinaia e centinaia di mani da stringere e soprattutto gli ha dato la certezza che la "forza serena", scevra di "nervosismi" della gente d'Emilia è una garanzia di vittoria per una rapida ricostruzione. "Non ho dubbi che l'Emilia risorgerà", ha ripetuto come un mantra Napolitano spiegando alla gente che il decreto firmato il 6 giugno - cioè "non appena" giunto sul suo tavolo - sarà "utile" visto che contiene "norme efficaci e buoni elementi per far ripartire con la sicurezza indispensabile l'attività imprenditoriale".

Affrontare la questione delle morti sul lavoro - Già, perché se Napolitano è rimasto colpito dalle chiese e dai campanili distrutti visti dall'elicottero che lo ha spostato nei centri del terremoto, nessuno può ignorare che il sisma ha bloccato un buon pezzo dell'economia italiana. Ecco quindi che il presidente garantisce ai presidenti delle regioni interessate, ai sindaci, a tutti i cittadini che "le fabbriche saranno rialzate", che il "miracolo" compiuto sulla basilica di san Francesco d'Assisi si ripeterà. E che nessuno si deve più permettere di "speculare" sul dolore del terremoto, sulla morte e sulla distruzione, aggiunge con il pensiero rivolto alle polemiche ed alle assenze che lo hanno ferito durante le celebrazioni della festa della Repubblica solo pochi giorni fa. "Ho sentito giorni fa un po' di cattivo odore di speculazione politica sulla vicenda del terremoto. Di questo non ne vogliamo sapere", ha detto seccamente Napolitano.
Ma restano le vittime, il dolore dei familiari, la paura a rientrare nei posti di lavoro. "E' vero", conferma Napolitano, "i terremoti non si possono prevedere, ma la prevenzione è un dovere". "Abbiamo delle vittime da piangere, e non sono poche, hanno pagato con la vita certe circostanze. Essere schiacciati dalle mura del luogo dove si lavora è spettacolo che ferisce. E' un problema che dobbiamo affrontare". E si deve partire proprio rivedendo "il piano di sicurezza nazionale" che evidentemente ha delle lacune. Bisogna soprattutto "ricalibrare" la mappa sismica della Penisola

Ancora scosse, continua la conta dei danni  - E la terra continua a tremare. Scosse che, anche se lievi, fanno tornare la paura. A quanto si apprende, inoltre, potrebbero superare i 4 miliardi di euro i danni provocati all'economia dal terremoto. Oltre 35.000 le imprese danneggiate e il ricorso agli ammortizzatori sociali riguarderà almeno 12.000-15.000 di esse. Sono le stime presentate da Confindustria al Parlamento. A causa del sisma "oltre diecimila posti di lavoro sono a rischio" ha detto Giorgio Squinzi, presidente dell'associazione degli imprenditori. Solo nell'agroalimentare sono a rischio "8mila posti di lavoro" a causa del sisma è stata invece la stima del presidente di Coldiretti, Franco Marini.

Stato di emergenza prorogato al maggio 2013 - Intanto lo stato di emergenza per il terremoto, dichiarato con le delibere del Consiglio dei Ministri del 22 e del 30 maggio scorsi e previsto fino al 21 luglio, è prorogato al 31 maggio 2013. Lo prevede il decreto relativo agli interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma e firmato il 6 giugno dal presidente della Repubblica.

Dal Sud in arrivo 50milioni di euro - E un segnale di solidarietà arriva dalle Regioni del Mezzogiorno. Le otto Regioni del Sud - Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia - d'intesa con il ministro per la Coesione Territoriale, hanno proposto di devolvere 50 milioni di euro a favore di interventi di recupero degli edifici scolastici danneggiati dagli eventi sismici iniziati il 20 maggio scorso. "Tale decisione - ha sottolineato il ministro Fabrizio Barca - conferma la vocazione del Sud a contribuire a risolvere le difficoltà e a promuovere lo sviluppo dell'intero Paese". La decisione è arrivata ieri 6 giugno a margine della Conferenza Stato-Regioni. E a favore dei terremotati arriva anche la sospensione a partire dal 20 maggio del pagamento delle bollette di luce, gas e acqua alle popolazioni delle zone colpite dal terremoto. Sospensione stabilita dall'Autorità per l'energia che ha approvato un provvedimento di urgenza".

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