Monti: "Il mio governo ha perso l'appoggio dei poteri forti"

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Il premier: "Avremmo potuto fare di più, ma le riforme sono state portate avanti con incisività". Poi ringrazia la Germania per il rigore dei conti: "Non si discute"

"Non voglio negare che avremmo potuto fare di più e meglio" ma "molte riforme, ora scontate, sono state messe a punto con grande rapidità e incisività". A dirlo è il premier Monti, commentato l'attività del governo. "Non lo considero un merito - ha spiegato - ma era necessario nonostante infrangessero tabù intoccabili per decenni".
Monti si è detto poi convinto che "il mio governo e io abbiamo sicuramente perso in questi ultimi tempi l'appoggio che gli osservatori ci attribuivano, spesso colpevolizzandoci, dei cosiddetti poteri forti perché non incontriamo favori in un grande quotidiano rappresentante e voce di potere forte e in Confindustria".

"L'Unione europea deve chiamarsi unione finanziaria" - Spazio poi all'Europa e alla crisi del Vecchio Continente: "E' necessario considerare meccanismi che consentano di agire per ricapitalizzare gli intermediari bancari con forme che coinvolgano meno direttamente gli Stati membri con effetti sui loro debiti pubblici", dice il premier.
E poi aggiunge: "E' importante che la proposta sugli Eurobond venga mantenuta sul tavolo e approfondita in una prospettiva temporale non di lunghissimo periodo". L'Unione europea deve anche "procedere verso l'unione bancaria che, a mio avviso deve essere chiamata unione finanziaria".

Il riconoscimento alla Germania - Ultima nota per la Germania di Merkel: per il premier va ringraziata per aver tracciato la strade del "rigore dei conti pubblici che, lo dico a scanso di equivoci, non è in discussione. Questa deve essere una condizione per tutto il Paese".

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