Spending review, governo battuto. Ecco le novità

1' di lettura

L'esecutivo va sotto al Senato: cancellato un emendamento che prevedeva che gli organi costituzionali fossero esclusi dai tagli. Dai poteri del supercommissario Bondi al ruolo dei ministri, tutte le modifiche del disegno di legge

Scivolone del governo in Aula al Senato sulla spending review: l'assemblea di Palazzo Madama infatti cancella un comma del decreto legge che prevedeva che gli organi costituzionali, dal parlamento al Quirinale, fossero esclusi dai tagli del supercommissario.
A conti fatti, in realtà, cambia poco dal momento che queste istituzioni godono di autonomia secondo la nostra Costituzione e dunque si trattava, sottolineano i più (ma non la firmataria, la senatrice di Grande Sud Adriana Poli Bortone), di una misura ridondante.
Il via libera di Palazzo Madama al provvedimento arriverà comunque solo nella mattina di giovedì 7 giugno (il testo poi passerà alla Camera) ma intanto i senatori hanno approvato un pacchetto di novità, tra cui spunta la possibilità per Enrico Bondi di intervenire direttamente solo sulla spesa sanitaria delle Regioni in rosso e non su tutti i capitoli del bilancio. Via libera anche alle misure sui crediti delle imprese, di cui rivendicano il merito sia il Pdl sia il Pd.
Di seguito le novità principali.

Sì alla compensazione dei crediti - Arriva la certificazione dei crediti delle imprese verso le P.A., comprese le Regioni sottoposte a piani di rientro da extra-deficit nella sanità. Il testo stabilisce anche la compensazione dei crediti vantati verso lo Stato con le cartelle esattoriali.

Regioni in rosso, ecco le forbici - Il supercommissario potrà decidere di tagliare autonomamente la spesa sanitaria delle Regioni in deficit, e dunque commissariate, ma non intervenire sugli altri capitoli del bilancio.
Bondi potrà intervenire non solo sulle società a totale partecipazione pubblica ma anche su quelle "non quotate controllate da soggetti pubblici".
Il supercommissario avrà anche il compito di "ottimizzare, in collaborazione con l'Agenzia del demanio, l'utilizzazione degli immobili di proprietà pubblica, al fine di ridurre i canoni e i costi di gestione delle amministrazioni pubbliche".
Bondi potrà fare affidamento anche sulla guardia di Finanza per raggiungere gli obiettivi per i quali è stato incaricato.

Il ruolo di governo e parlamento - Il premier o un ministro da lui delegato deve riferire due volte all'anno al Parlamento. La prima relazione avverrà però entro il prossimo 31 luglio. Il governo dovrà però anche presentare al Parlamento il programma dei tagli strutturali, quindi quelli che vanno oltre il contenimento della spesa per beni e servizi, entro il 30 settembre 2012.

Appalti pubblici, arriva la stretta -
I parametri prezzo-qualità individuati dalla Consip diventano "imprescindibili" per le amministrazioni pubbliche. Anzi, se possibile, le amministrazioni pubbliche devono applicare parametri migliorativi. Si punta poi a utilizzare il più possibile il sistema informatico.
Le nuove norme relative alle offerte pubbliche varranno per tutti, anche per quei casi controversi che sono all'attenzione della giustizia amministrativa.
Vengono infatti rafforzati i poteri dell'Osservatorio, abbattendo i limiti dell'entita' delle gare pubbliche da 150mila euro a 50mila euro.

Leggi tutto