Scuola, la riforma di Profumo. Ma il Pd è subito contrario

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In un’intervista a Repubblica il ministro dell’Istruzione spiega la bozza che arriverà in Consiglio dei ministri il 6 giugno: “Premieremo studenti e docenti migliori”. I democratici bocciano il progetto: “Le priorità per la scuola italiana sono altre”

Ci sarà “lo studente dell’anno”, i “migliori laureati o dottorati”. Gli allievi più bravi potranno avere sconti sulle tasse. E poi si terranno Olimpiadi di matematica, fisica e italiano. Quella a cui il governo starebbe lavorando, secondo le indiscrezioni riportate da Repubblica sarebbe una riforma della scuola e degli atenei tutta incentrata sul merito. Mercoledì 6 giugno il testo del cosiddetto “Pacchetto merito” arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri. E i tecnici sono al lavoro per gli ultimi aggiustamenti.
Ma il Partito Democratico sembra non apprezzare la proposta del governo. Critici sia l'ex ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni, sia il responsabile scuola del Pd, Francesca Puglisi.

La proposta del ministro Profumo - Secondo Repubblica la bozza prevede l’introduzione dello studente dell’anno che, tenendo conto anche del reddito familiare, potrà avere sconti sui bus, sulle mostre e, quando andrà all’università, pagherà un terzo in meno l’iscrizione. Quanto all’università, ci sarà l’obbligo per i docenti di 100 ore di didattica e saranno decurtati i finanziamenti per le facoltà che non assumeranno i professori migliori, scelti da una commissione con 4 commissari su 5 esterni,m di cui uno straniero. Resta il nodo della copertura finanziaria.

Profumo: "Così innalzeremo il livello medio" - Il ministro Profumo, in un’intervista al quotidiano diretto da Ezio Mauro, spiega: “Dare un riconoscimento a chi eccelle vuol dire anche mettere i meritevoli al traino dell’intera classe e innalzare il livello medio”. Sul fronte degli insegnanti, "la scuola italiana a settimane riavvia il processo sul reclutamento", assicura Profumo, con il ritorno dei concorsi scolastici che coinvolgeranno 300mila candidati. "Entro l'estate ci sarà il nuovo bando e dirà che metà professori li prenderemo dalle graduatorie e metà dal nuovo concorso". "L'appuntamento successivo sarà a primavera 2013, e lì faremo crescere le quote di chi arriverà dalle graduatorie e accorperemo le classi di concorso. Ogni anno fino al 2015 ci sarà un bando nuovo". Tra le prove, spiega il titolare dell'Istruzione, "ci sarà un test preselettivo e chiederemo la simulazione di una lezione: dobbiamo valutare quanto i futuri docenti sapranno farsi capire dai ragazzi. Devono essere competenti e pure capaci". I concorsi interesseranno anche l'università. "Entro il 29 giugno sarà pubblico il bando relativo alle commissioni di concorso, entro l'estate il bando per i candidati. Ci sarà un programma di concorsi universitari per i prossimi quattro anni. Scuola e università - conclude Profumo - viaggiano in parallelo".

Le critiche del Pd - "In un momento di vera emergenza nazionale chiediamo a questo Governo di fare ciò che fanno le famiglie per bene: guardano a quanti soldi hanno in tasca per darsi delle priorità, a partire dai bisogni dei più piccoli e dei più deboli". Lo afferma, in una nota, Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd.
"Il Partito Democratico apprezza gli interventi fatti per la lotta alla dispersione scolastica attraverso fondi europei in Campania, Puglia, Sicilia e Calabria, ma l'abbandono che l'Europa ci chiede di dimezzare entro il 2020, riguarda tutto il Paese e in particolare le periferie delle grandi città", aggiunge Puglisi. Che quindi osserva: "Le priorità in questo momento per la scuola italiana si chiamano scuola dell'infanzia, tempo pieno e lotta alla dispersione scolastica".
Critico anche l’ex ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni, sempre del Pd: "La Scuola italiana è una grande risorsa per il Paese. La nostra scuola deve avere l'ambizione di essere per tutti di qualità. L'emergenza rispetto all'Europa non è la certificazione del merito, ma la grande dispersione scolastica e la necessità di migliorare le competenze dei nostri studenti che sono sotto la media Ocse".
"L'Europa - prosegue Fioroni - ci chiede un sistema di valutazione serio e provvedimenti urgenti per il recupero di chi resta indietro e  strumenti e risorse per migliorare le scuole che hanno bisogno. L'Ocse ci chiede di investire sull'aggiornamento e la riqualificazione professionale dei docenti per consentire tutto questo. Di fronte a queste priorità è paradossale  che il ministro Profumo non avverta la necessità di interventi urgenti e di reperire risorse adeguate per consentire tutto questo e renderci competitivi in Europa. Nei periodi di crisi non serve la politica degli annunci e degli specchietti ma fare le cose giuste al momento giusto.

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