Emilia, Clini: "15 anni per realizzare piano di sicurezza"

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Il progetto "è una priorità" ribadisce il ministro dell'Ambiente. E precisa: "Potrebbe essere sostenuto sia con risorse pubbliche che con investimenti privati agevolati"

Serve un piano per la sicurezza del territorio. E' quanto ribadisce il ministro dell'Ambiente Corrado Clini che, ricorda, aveva già sollevato questa priorità "appena insediato e contestualmente ai disastri delle Cinque Terre, della Lunigiana e in Sicilia". Il ministro torna così a mettere un punto fermo sulla questione che ritiene debba essere al più presto inserita nell'agenda di governo.

15 anni per mettere il suolo in sicurezza - "Dobbiamo avere un Piano nazionale che duri il tempo che serve, quindi 15 anni, che sia sostenuto da investimenti privati agevolati, da finanziamenti pubblici. E' una priorità per il nostro Paese. L'evento sismico degli ultimi giorni - ha concluso Clini - richiama la necessità di questi interventi".

La conta dei danni - Intanto, in Emilia la terra continua a tremare (qui tutti gli aggiornamenti). I danni ammontano a miliardi di euro. E una nuova scossa di magnitudo 4.0 è stata registrata il 31 maggio con epicentro a Rolo. Tra i paesi più colpiti dal sisma c'è Mirandola, dove la zona industriale della città è stata chiusa per ordine del sindaco. Chiuso anche l'ultimo supermercato rimasto aperto. A Concordia è rimasta aperta una sola farmacia.
Sono 7.231 gli sfollati ospitati nella notte tra il 29 e il 30 maggio in 23 campi, 17 strutture coperte e diversi alberghi anche nell'Appennino modenese. Lo rende noto la prefettura di Modena. In totale, la disponibilità di posti coordinata dal Centro unificato di Protezione civile di Marzaglia, a una decina di chilometri da Modena, sale a 8867.

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