Napolitano: "Giustizia per Piazza della Loggia"

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Il capo dello Stato in un messaggio per il 38esimo anniversario della strage di Brescia: "Da una parte degli apparati dello Stato ostacoli alla ricerca della verità". Tensione tra studenti e agenti durante la commemorazione

"Il corso della giustizia deve, pur nei limiti in cui è rimasto possibile, continuare con ogni scrupolo e, nel contempo va però fin da ora messo in luce quanto è emerso" sulla "matrice di estrema destra neofascista" e "sugli ostacoli che una parte degli apparati dello Stato frappose alla ricerca della verità".
Così Giorgio Napolitano nel messaggio per il trentottesimo anniversario della strage di Piazza della Loggia, richiamando le parole pronunciate già il 9 maggio in occasione della celebrazione del 'Giorno della Memoria' delle vittime del terrorismo.
"Comprendo e condivido la profonda amarezza di tutta la comunità bresciana e in primo luogo dei famigliari delle vittime, lasciati ancora una volta senza il conforto di un accertamento e di una sanzione di colpevolezza per i responsabili di quella tragedia ispirata da ciechi disegni terroristici ed eversivi" scrive ancora Napolitano.

Cancellieri: "Nessuna intenzione di arrendersi" - “Siamo costernati di essere a Brescia oggi senza verità" ha detto anche il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri a margine della commemorazione della strage che si è tenuta a Brescia. "La verità - ha aggiunto - a un certo punto sembrava arrivare. Il messaggio che deve passare è che non abbiamo nessuna intenzione di arrenderci. La verità arriverà. E' un dovere e non possiamo trascurare nessun impegno per arrivare alla soluzione".
"Ritengo che queste stragi  fanno parte della storia del nostro Paese. Adesso siamo in un momento sicuramente complesso, sicuramente difficile ma non possiamo assolutamente paragonarlo agli anni della tensione" ha detto poi la Cancellieri, a chi le chiedeva un paragone con gli attentati più recenti.

Tensione tra studenti e agenti - Nel corso della commemorazione vi sono stati alcuni momenti di tensione fra gli studenti dei collettivi e le forze dell'ordine. Alcuni manifestanti hanno raccontato di "essere stati manganellati a freddo" dalle forze dell'ordine in corso Matteotti in modo da rallentare il loro ingresso in piazza della Loggia dove ha si trovava il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri e dove dal palco ha parlato, fra gli altri, il segretario della Cgil Susanna Camusso. "Dopo che ci siamo presi piazza della Loggia - ha detto uno dei manifestanti col megafono - ricompattiamoci e rendiamo omaggio ai nostri morti, nostri e non del ministro dell'Interno".

La vicenda giudiziaria - Lo scorso aprile c'è stata l'assoluzione in corte d'appello dei quattro principali imputati. Si tratta del medico veneziano, ex ispettore di ordine nuovo per il Triveneto, Carlo Maria Maggi, dell'ex ordinovista Delfo Zorzi, dell'ex fonte dei servizi segreti Maurizio Tramonte e del generale dei carabinieri Francesco Delfino. Il governo ha deciso di farsi carico delle spese processuali, che sarebbero state a carico della parte civile, cioè i famigliari delle vittime.
Secondo le indagini, cominciate nella metà degli anni '90, l'eccidio era da attribuirsi all'ambiente ordinovista. In particolare per l'accusa la strage era stata pianificata e attuata da frange venete dell'estrema destra eversiva insieme ai servizi segreti deviati. Delfino, invece, secondo l'accusa, avrebbe saputo quanto stava accadendo ma non avrebbe fatto nulla per evitarlo.

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