Pdl, Berlusconi lancia la “novità”. Partiti in fermento

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Attesa per la conferenza stampa al Senato dove il Cavaliere e il segretario Alfano annunceranno i piani di rilancio. Spunta l’ipotesi semipresidenzialismo. Il Pd insorge: “A che gioco stanno giocando?”. Panebianco: “Non basterà un maquillage”

"A che gioco gioca il Pdl?”. Lo ha chiesto Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, se lo chiedono anche Udc e Idv. Una domanda alla quale, molto probabilmente, sarà possibile rispondere venerdì 25 maggio. L’appuntamento è intorno alle 11.30, quando Silvio Berlusconi illustrerà insieme al segretario Angelino Alfano in una conferenza stampa la grande novità annunciata già prima delle amministrative.
Il Pdl, segnato fortemente dalla sconfitta rimediata al primo turno e poi ai ballottaggi, prova a dare e a darsi una scossa. Difficile capire se basterà a rianimare un partito in crisi.
Secondo l’editorialista del Corriere della Sera Angelo Panebianco al partito del Cavaliere non basterà un “maquillage”. “Poiché la natura umana è quella che è – scrive Panebianco – è probabile che ci siano ancora dirigenti del Pdl che sperano di cavarsela con un po' di maquillage : mettere una pezza qui e una pezza là, inventare qualche nuova parola d'ordine, disegnare contenitori nuovi che servano a tutelare l'esistente, eccetera. Ma quei dirigenti, se ci sono, si illudono. Non c'è verso di salvare il centrodestra se non passando per un doloroso travaglio da cui emergano un nuovo assetto organizzativo e una nuova leadership”.

E allora a cosa pensano Berlusconi e Alfano? La notizia circolata con insistenza tra i parlamentari alla vigilia della conferenza stampa era quella di un grande riforma costituzionale: il Cavaliere, secondo i rumors, starebbe pensando al “semipresidenzialismo”. Un'iniziativa che però gli altri partiti impegnati al tavolo delle riforme vedono come un evidente tentativo di far saltare tutto, alzando l'asticella con l'obiettivo finale di bloccare l'intero pacchetto: non solo l'assetto istituzionale, ma anche la riduzione del numero dei parlamentari e la legge elettorale.
Insomma, l'intesa faticosamente costruita con la sigla finale di Angelino Alfano, Pierluigi Bersani e Pier Ferdinando Casini rischia di crollare come un castello di carte anche solo sulla base di un effetto annuncio: d'altronde, già la sede scelta dall'ex premier per la conferenza (il Senato) è indicativa del tema che si affronterà, ben prima che arrivino le conferme ufficiose. "Il semipresidenzialismo? Non dimentichiamo che è quello che uscì dalla Bicamerale presieduta da Massimo D'Alema", butta lì un senatore del Pdl.
E infatti il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, non sembra sbattere la porta in faccia: "Il presidenzialismo? Se ne può parlare, anche se io mi concentrerei più su quello che si può fare con i tempi che abbiamo e cioè su una modifica della legge elettorale col doppio turno. Poi per carità, si può discutere di tutto".

A creare ulteriore movimento nel panorama politico è poi l’iniziativa di Luca Cordero di Montezemolo. Che piano piano comincia a prendere forma. E che, secondo il quotidiano La Repubblica, mira ad andare oltre il Pdl. “Il think tank montezemoliano – scrive il quotidiano diretto da Ezio Mauro – è presente in quasi tutte le regioni, sta selezionando una sua classe dirigente, sta pensando ai potenziali candidati per la lista civica, ha raggiunto i 50 mila iscritti, sta elaborando la sua offerta politica dove il perno è la riforma dello Stato con l'idea di lanciare una Costituente”. Escluse per il momento alleanze con il Pdl, con il Pd. Nonché collegamenti con il governo tecnico di Monti. “Nemmeno Corrado Passera, ministro dello Sviluppo, farà parte dell'eventuale squadra di Montezemolo”, assicura Repubblica.

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