Ornaghi: "Sulla discarica di Roma pronto a dimettermi"

1' di lettura

Tensioni nel governo sul progetto di Corcolle, a poche centinaia di metri dagli scavi di Villa Adriana. Mario Monti è d'accordo. Ma il ministro Cancellieri chiede un approfondimento. E il titolare dei Beni Culturali minaccia di lasciare il suo incarico

La nuova discarica di Roma, che il prefetto-commissario Giuseppe Pecoraro vuole realizzare a Corcolle, a poche centinaia di metri dagli scavi di Villa Adriana, scuote il governo e accende la protesta della associazioni ambientaliste. Il presidente del Consiglio Mario Monti ha confermato la sua fiducia piena al prefetto suscitando le ire del ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi, le critiche di Corrado Clini e l'intervento del ministro dell'interno Annamaria Cancellieri che chiede un "approfondimento da parte del consiglio dei ministri".

Proprio il ministro dei Beni Culturali, in un'intervista a Repubblica, minaccia le dimissioni: "Se insistono nel voler localizzare a Corcolle una discarica - dice - troveranno un ministro più disponibile. Io non ci sto". Ornaghi spiega che "non si tratta di una questione di secondo piano. Non posso ignorare i vincoli imposti sull'area dalla Soprintendenza. Né possiamo permetterci un'ondata di critiche internazionali. Villa Adriana e il suo ambiente non vanno sfregiati".

Sulla scelta del governo che appare fatta, il ministro avverte: "Si deve passare per una conferenza di servizi. Altri ministri sono perplessi. Non vorrei addossare al governo ulteriori affanni, le dimissioni si danno nei momenti facili" ma "c'è un limite che non può essere superato". Sul suo operato a favore della tutela del patrimonio storico-artistico del Paese, Ornaghi afferma: "Non ho la bacchetta magica. Ho cercato di usarla al Cipe ottenendo 70 milioni. Poi, se resto qui, può darsi che ne ottenga altri 70 fra qualche mese".

Intanto il ministro ha dovuto incassare mercoledì 23 anche l'addio, per protesta, dell'ex presidente del Consiglio superiore dei beni culturali, Andrea Carandini: "Esistono limiti di tolleranza. Questa è la goccia del mio vaso" le parole dell'esperto.

Ma il prefetto resta convinto della sua scelta: sulla base di uno studio dell'Università di Tor Vergata, l'area di Corcolle è la migliore possibile per il sito provvisorio che dovrà sostituire la maxidiscarica di Malagrotta. A quanto si apprende, inoltre, Pecoraro sarebbe fortemente motivato a fissare, per la ditta che allestirà e gestirà la discarica dopo la gara di assegnazione, solidi vincoli che impongano progetti di riqualificazione per il 'post mortem' del sito quando esaurirà la sua funzione. Ma è il 'pre mortem' ad accendere la rabbia di comitati e ambientalisti: la fascia di rispetto di Villa Adriana è a soli 700 metri, spiega Legambiente, ma soprattutto "sotto il sito c'é il condotto dell'Acqua marcia che porta l'acqua a Roma" e "la falda sotterranea" che alimenta i pozzi di Acea, cioé i rubinetti della Capitale.

"Centuplicheremo le nostre iniziative anche a livello europeo e internazionale, per evitare che si perda una meraviglia del patrimonio dell'umanità, Villa Adriana - fa sapere l'associazione Italia Nostra - Se tale decisione dovesse concretizzarsi ricorreremo in tutte le sedi". Mentre il comitato "Salviamo Villa Adriana" parla di una "protesta bianca": niente blocchi stradali, sit in e scontri come a Napoli ma carte bollate in nome della costituzione e della legge da rispettare, ricorsi e mobilitazione internazionale del mondo ecologista e della cultura.

Leggi tutto