Il neosindaco di Civitavecchia: "Non mi dimetto da deputato"

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Il primo cittadino aveva promesso di lasciare Montecitorio in caso di elezione, ma i tagli alla giustizia e il timore che il tribunale cittadino possa chiudere gli hanno fatto cambiare idea. Al suo posto doveva subentrare Adinolfi, che grida al complotto

Aveva promesso che una volta diventato sindaco di Civitavecchia si sarebbe dimesso da deputato, ma i tagli alla Giustizia (con il rischio di chiusura all’orizzonte per il tribunale cittadino), in discussione alla Camera, gli hanno fatto cambiare idea.
Pietro Tidei (Pd) neo primo cittadino della cittadina laziale, secondo la stampa locale, spiega così la sua decisione: "Tra poco si discuterà dei tagli alla Giustizia e in questo discorso potrebbe rientrare il Tribunale di Civitavecchia. In questi giorni o settimane in cui sarò ancora deputato voglio che il ministro Severino ci rassicuri sul fatto che il Palazzo di Giustizia cittadino non sarà toccato. E voglio anche che il ministro Clini dica con chiarezza che a Civitavecchia non sarà realizzata nessuna discarica per i rifiuti di Roma".

Per gli interessi della città, dunque, Tidei non avrebbe intenzione di lasciare la poltrona a Roma. Ma la decisione non va giù a Mario Adinolfi, che dovrebbe subentrare alla Camera a Pietro Tidei come deputato del collegio Lazio 1. "La farsa delle mancate dimissioni di Tidei – dice Adinolfi in una nota - è uno strappo sulle regole che il Pd non può permettersi". E vede nella decisione del sindaco un chiaro segnale nei suoi confronti: "Non sono gradito a largo del Nazareno, è cosa arcinota. Viene messo in campo un espediente, con un grave rischio di credibilità per il Pd. Io posso fare tranquillamente a meno di qualche mese da deputato. Il Pd non può fare a meno di imporre il rispetto della legalità".

Sulla questione è intervenuto anche il deputato democratico Andrea Sarubbi. "Le preoccupazioni di Tidei non sono da sottovalutare: il tribunale di Civitavecchia deve restare aperto, i rifiuti di Roma devono trovare una sistemazione adeguata. Mi impegno a farmene carico personalmente, ad essere la sua longa manus in Parlamento, purché si dimetta all'istante da deputato, come ha promesso solennemente in
campagna elettorale e come gli viene richiesto sia dalla legge che dallo statuto del Pd"  dice Sarubbi che aggiunge: "Ogni rinvio, per quanto in buona fede, darebbe l'immagine di un politico attaccato a due poltrone".

Interpellato da La zanzara su Radio 24 Tidei ha precisato: "Non ho mai dichiarato che non mi dimetto più ma dico che mi dimetto, perché obbligato per legge a farlo, nei tempi e nei modi che scelgo io, di sicuro non secondo quanto dice Adinolfi". "Deciderò sulle mie dimissioni - ha continuato - in base a due considerazioni: primo salvare il tribunale di Civitavecchia e secondo farmi dire dal ministro che la discarica di Allumiere non si farà più. Ed essendo parlamentare della commissione giustizia, dove si decide sulla questione del tribunale, la mia presenza è determinante". Su Mario Adinolfi, che dovrebbe subentrare alle sue dimissioni, Tidei aggiunge: "Che c.... mi frega di Adinolfi, manco lo conosco e manco lo voglio conoscere perché ancor prima del mio insediamento in comune sul suo blog già invocava le mie dimissioni".

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