Ballottaggi, tutte le curiosità sul voto

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I candidati della Lega Nord hanno perso nei sette comuni in cui correvano. Sterzano a sinistra Monza e Lucca. Vittoria storica del centrodestra a San Salvo. Nel paese di Bossi la spuntano Pdl e Udc. Quattro i sindaci del Movimento 5 Stelle

La Lega Nord partecipava con un candidato a sindaco a sette ballottaggi. Li ha persi tutti. È stata sconfitta a Cantù, Palazzolo Sull'Oglio, Meda, Tradate, Senago, Thiene e San Giovanni Lupatoto. A Meda (Monza e Brianza), dove il Carroccio aveva ottenuto il suo primo sindaco nel 1992, ha vinto per un solo voto il candidato del centrosinistra Gianni Caimi. L’uomo della Lega, il sindaco uscente Giorgio Taveggia, è stato sconfitto per 3.867 voti contro 3.866, pari al 50,01 per cento contro il 49,99 per cento (la reazione di Roberto Maroni).

Sterza a sinistra pure Monza, considerata una delle roccaforti del “berlusconismo” anche per la sua vicinanza ad Arcore. Il Cavaliere in persona, per il primo turno, aveva scelto proprio il capoluogo brianzolo per la sua unica uscita elettorale. A Monza il centrosinistra aveva vinto già nel 2002 con Michele Faglia, prima del quinquennio del leghista Marco Mariani (questa volta sconfitto al primo turno). Il candidato del centrosinistra, Roberto Scanavatti, con il 58,2 per cento, ha battuto Andrea Mandelli (centrodestra).

Nel paese natale di Umberto Bossi, Cassano Magnago, 22mila abitanti in provincia di Varese, vince il candidato di Pdl e Udc. Anche qui la Lega era stata sconfitta al primo turno ed esclusa dal ballottaggio. E forse è stato proprio il voto dei leghisti (19,1% due settimane fa) a favorire il recupero del candidato del Pdl. Nicola Poliseno, nuovo sindaco con oltre il 52 per cento, il 6 e 7 maggio aveva ottenuto il 32,6 per cento contro il 39,9 per cento di Mauro Zaffaroni, sostenuto dal centrosinistra, che ora si è fermato al 47,2 per cento.

Resta invece al centrosinistra Sesto San Giovanni (Milano), scossa di recente dall'inchiesta della Procura di Monza su un presunto giro di tangenti. È sempre stata governata, dal secondo dopoguerra in poi, dal centrosinistra e per questo viene definita “la Stalingrado d'Italia”. La cittadina, quindi, si conferma “feudo” del centrosinistra, ma a saltare agli occhi è l'affluenza, franata al 39 per cento. A succedere a Giorgio Oldrini alla poltrona di sindaco, è l’assessore uscente alla Cultura, Monica Chittò, appoggiata da Pd, Sel, Federazione della Sinistra, Idv e Socialisti per Sesto. Alla candidata del centrosinistra è andato il 69,4 per cento dei voti. A distanza abissale, in questa sfida rosa, la sfidante Monica Landucci, sostenuta da Pdl e la Destra, che si è fermata a 30,6 per cento.

A San Salvo (Chieti), al contrario, il nuovo sindaco è Tiziana Magnacca: al ballottaggio la candidata della coalizione di centrodestra raccoglie il 58,60 per cento dei consensi, contro il 41,40 di Domenico Di Stefano del centrosinistra. Una vittoria storica quella del centrodestra: la città, infatti, è da sempre roccaforte del centrosinistra.

Sindaco di centrosinistra ma maggioranza di centrodestra a Isernia: la vittoria di Ugo De Vivo (Pd Idv e Sel) ha riportato un sindaco di centrosinistra dopo 10 anni nella città molisana, ma il Consiglio comunale si troverà ad avere una maggioranza di centrodestra. Le liste che sostenevano Rosa Iorio, sorella del governatore del Molise, Michele Iorio, hanno eletto 21 consiglieri su 32.

Con l'elezione di Alessandro Del Dotto, anche il comune di Camaiore (Lucca) torna al centrosinistra dopo 10 anni. La cittadina versiliese è stata amministrata dal 2002 da una giunta di centrodestra guidata da Giampaolo Bertola, eletto la prima volta dieci anni fa e poi confermato alle amministrative del 2007.

Vittoria storica a Lucca per Alessandro Tambellini (Pd): è il primo sindaco di centrosinistra dal dopoguerra nella città che dal 1946 è stata governata dalla Dc se si eccettua la parentesi 1994-98 che vide con la fascia tricolore Giulio Lazzarini, sostenuto da un'alleanza Pds-Ppi. Da allora Lucca è sempre stata guidata da giunte di centrodestra. Con l'elezione di Tambellini il centrodestra perde uno dei due capoluoghi di provincia amministrati in Toscana: il solo che resta, adesso, è Prato. Tambellini ha vinto con una percentuale che ha sfiorato il 70 per cento battendo il centrista Pietro Fazi (Udc), che è stato sindaco in passato e che aveva a sua volta superato al primo turno il sindaco uscente Mauro Favilla.

Sono quattro i sindaci del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo: oltre al trionfo di Federico Pizzarotti a Parma, hanno vinto anche i grillini Marco Fabbri a Comacchio (Ferrara) e Alvise Maniero a Mira (Venezia). Roberto Castiglion si è imposto a Sarego (Vicenza) al primo turno.

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