Ballottaggi, affluenza in calo

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Alle 22 di domenica 20 maggio la percentuale di votanti è stata del 36,2%. Alla stessa ora al primo turno aveva votato il 47,6%. Le elezioni riguardano 118 comuni e 4.584.021 elettori. Occhi puntati sul Movimento 5 Stelle

Afflluenza in deciso calo nel primo giorno dei ballottaggi delle elezioni amministrative. La percentuale di votanti rilevata alle ore 22 di domenica 20 maggio è stata del 36,2%. Al primo turno aveva votato il 47,6%. Lo si apprende dal sito del Viminale (il dato non tiene conto dei comuni della Sicilia, gestiti direttamente dalla Regione).

Oltre 4 milioni di italiani al voto  -
Complessivamente sono 4.584.021 gli elettori coinvolti, 3.463.826 nelle regioni a statuto ordinario e 1.120.195 in Sicilia. Le sezioni elettorali sono 4.150 nelle regioni a statuto ordinario e 1.219 in Sicilia. Si vota anche lunedì 21 maggio, dalle 7 alle 15 (LA SCHEDA).  In tutto sono 118 i comuni in cui si svolgeranno i ballottaggi. Nelle regioni a Statuto ordinario 98 di questi sono oltre i 15 mila  abitanti mentre 2 sono inferiori, nonostante il tetto per i ballottaggi. Gli altri 18 si trovano in Sicilia.
I Capoluoghi di  Provincia al voto sono in tutto 19: Alessandria, Asti, Cuneo, Como, Monza, Belluno, Genova, Parma, Piacenza, Lucca, Frosinone, RietiL`Aquila, Isernia, Taranto, Trani, Palermo, Agrigento, Trapani.


Affluenza in calo - La prima giornata di voto è stata dunque caratterizzata da calo fortissimo dell'affluenza, che a Palermo ha superato i 18 punti percentuali (dal 46,8% di due settimane fa al 28,5%), ma anche dai due gravi fatti che hanno turbato il fine settimana da nord a sud Italia: l'attentato a Brindisi di sabato 19 maggio e il forte terremoto in Emilia che è costato la vita a sette persone.
Fatti e lutti che possono aver pesato sull'affluenza alle urne, così come per il voto in Sicilia, può aver pesato l'annuncio delle prossime dimissioni del governatore Raffaele Lombardo e di nuove elezioni regionali in ottobre.

Emorragia di votanti anche a Genova dove i cittadini devono scegliere il futuro sindaco tra Marco Doria ed Enrico Musso. Alle  22 l'affluenza ai seggi (la più bassa di tutti i capoluoghi) è stata del 26,64% contro il 40,28% rilevato alla stessa ora del 6 maggio, quando si votava per il primo turno: un calo del 14%.
A Taranto l'affluenza è crollata di quasi 14 punti percentuali: si è fermata infatti al 28% contro il 41,9% di due settimane fa. Impressionante il calo di votanti a Trani dove alle 22 ha votato solo il 37,7% contro il 56,4% del primo turno, con un calo di quasi 19 punti. C'è tuttavia una Regione che ha fatto eccezione: è l'Umbria dove, alle 22, ha votato il 50,7% battendo la percentuale dei votanti di due settimane fa che si era fermata al 49,7%. La Liguria è la Regione che alle 22 ha fatto segnare la percentuale più  bassa di affluenza con il 27,3% contro il 40,6% del primo turno.

A Piacenza, alle 22, ha votato solo il 39,5% contro il 49,9% del 6 e 7 maggio scorsi. Più  contenuto invece il calo di votanti a  Parma dove è andato alle urne il 45,4% dei votanti contro il 49,8% del primo turno. Quasi 12 punti percentuali in meno di affluenza per l'Aquila, passata dal 51% del primo turno al 39,6% delle 22 di domenica.

Le sfide  - Due 'quasi' sindaci nelle due maggiori città al voto. La 'new entry' Marco Doria a Genova, indipendente di sinistra. E il gran ritorno, dopo 20 anni, di Leoluca Orlando a palazzo delle Aquile a Palermo. Entrambi hanno sfiorato  quota 50 per cento due settimane fa, mancando di pochissimo l'elezione al primo turno. E poi c'è Parma.
Nel capoluogo emiliano si gioca la sfida più interessante della tornata elettorale di domenica 20 e lunedì 21 maggio. Qui potrebbe diventare sindaco, per la prima volta di una città di peso, un esponente del Movimento 5 Stelle. E' un testa a testa serrato quello tra il grillino Federico Pizzarotti, alla sua prima  esperienza in politica, e Vincenzo Bernazzoli, candidato del Pd, amministratore di lungo corso, già presidente della provincia di Parma.

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