Grillo, il ballottaggio in 5 Comuni e le tentazioni del Pdl

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I candidati grillini affronteranno domenica la sfida decisiva a Parma, Budrio, Comacchio, Garbagnate Milanese e Mira. L'avversario da battere è sempre il Pd. E così, pur senza alleanze formali, potrebbero arrivare al movimento i voti del centrodestra

di Serenella Mattera

Parma, Budrio, Comacchio, Garbagnate Milanese, Mira. E’ qui la trincea di Beppe Grillo. Cinque ballottaggi, uno dei quali da ‘serie A’ della politica. E l’ambizione di vincere, cavalcando ancora l’onda che ha portato il Movimento 5 Stelle a ‘spaventare’ i partiti con risultati a due cifre e l’elezione a Sarego del suo primo sindaco.
Niente apparentamenti o alleanze, sia chiaro, per i grillini, che si dichiarano fieramente alternativi alla destra e alla sinistra. Ma tra le fila del Pdl si segnala la tentazione di far confluire, sia pure non ufficialmente, i propri voti sul candidato 5 Stelle, pur di sconfiggere il Pd.

I ballottaggi grillini – Il nemico da battere è sempre il centrosinistra. In tutti i Comuni in cui hanno superato il primo turno, i candidati grillini se la devono infatti vedere con quelli del Partito democratico (sostenuti in alcuni casi non solo da Sel e Idv, ma anche dall’Udc). E devono recuperare un distacco a dire il vero considerevole.
La sfida più importante è naturalmente quella di Parma. Dove il vento anti-casta del M5S ha soffiato forte, all’indomani degli scandali della precedente amministrazione comunale. E il ‘portavoce’ (candidato sindaco) grillino Federico Pizzarotti ha fatto strabuzzare gli occhi a tutti i partiti, con il suo 19,47%, contro il 39,2% dell’attuale presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, sostenuto da Pd, Idv, Pdci e quattro liste civiche.
Sempre in Emilia Romagna, a Budrio (Bologna) il grillino Antonio Giacon con il suo 20,39% di voti tenterà di insidiare Giulio Pierini, che al primo turno ha preso il 46,57%, alla testa di una coalizione formata da Pd, Sel, Prc, Pdci, Idv, Verdi. Ma è su Comacchio (Ferrara) che si concentrano le speranze del M5S. Che in questa cittadina si è affermato come prima forza politica e ha portato il 29enne Marco Fabbri, detto Cichino, a impensierire il favorito della vigilia, Alessandro Pierotti (sostenuto da Pd, Udc, lista civica L’Onda). Anche qui la distanza è tanta, ma appare meno incolmabile: al primo turno Pierotti si è fermato al 36,48%, contro il 22,28% di Fabbri.
A Garbagnate Milanese (Milano) il grillino Matteo Afker ha superato il Pdl di soli 86 voti e conquistato così il ballottaggio contro il centrosinistra. Il candidato di Pd, Sel, Prc, Pdci e Idv parte però dal 43,65% del primo turno, Afker da un ben più magro 10,67%.
Infine, Mira (Venezia). Qui Alvise Maniero (17,37%) proverà rimontare su Michele Carpineti (43,02%) sostenuto non solo da Pd, Idv, Sel, Prc, Pdci, ma anche dall’Udc.

Il veto sulla tv – Beppe Grillo non farà mancare il suo sostegno ai candidati al ballottaggio. Si presenterà in ciascun Comune e proverà a consolidare in piazza, con i suoi infuocati comizi, un consenso elettorale costruito a partire dalla Rete. Ma intanto, niente televisione. Niente apparizioni nei talk show, per i candidati 5 Stelle. Grillo, infatti, all’indomani del primo turno è stato ultimativo: “Partecipare ai talk show – ha scritto sul suo blog, subito dopo aver visto il candidato genovese Paolo Putti comparire a Ballarò – fa perdere voti e credibilità non solo ai presenti, ma all’intero Movimento”. Perché vorrebbe dire confondersi “con le mummie solidificate dei partiti”, “omologarsi con il passato”.

La tentazione del Pdl – Il Movimento 5 stelle al ballottaggio va “da solo”, “senza apparentamenti e alleanze”. Perché, ha spiegato Grillo, “il Movimento 5 stelle non mercanteggia voti. Né a destra, né a sinistra”. Ma ovviamente nulla impedisce a militanti e politici locali del centrodestra di sostenere i candidati 5 Stelle in funzione anti-sinistra. Ed è questa la tentazione che sta emergendo soprattutto a Parma.
Anche se Pdl e Udc lasciano libertà di coscienza ai loro elettori, infatti, c’è chi come Giampaolo Lavagetto, già avversario di Bernazzoli per il Pdl alle ultime provinciali, sul suo profilo Facebook lo dice chiaro e tondo che Pizzarotti è “la cura migliore” per la città, contro il centrosinistra, ma anche contro una parte dell’establishment di centrodestra. Mentre Elvio Ubaldi, candidato sindaco con l’Udc, si è lasciato sfuggire un “al ballottaggio potremmo votare per Pizzarotti”.
La risposta del candidato 5 Stelle? “I voti sono degli elettori, non dei partiti”. Come a dire: se arrivano, di certo non li rifiutiamo.

La Stalingrado grillina – Certo, per il Movimento 5 stelle vincere a Parma potrebbe essere un trampolino formidabile verso l’approdo in Parlamento alle prossime politiche. E Grillo non lo nasconde. Al contrario, suona la carica ai suoi, nell’attesa di arringare la piazza parmense venerdì 18, ultimo giorno di campagne elettorale. E mentre Pizzarotti già raccoglie on-line i curriculum degli aspiranti assessori di una sua eventuale giunta, il comico genovese sul suo blog definisce il capoluogo emiliano “la nostra piccola Stalingrado”.
“Se in questa città diventerà portavoce sindaco una persona per bene, un cittadino disinteressato che da bambino sognava di cambiare in meglio il mondo, come Pizzarotti – scrive Grillo – allora tutto è possibile, in questo disgraziato Paese. La democrazia diretta potrà affermarsi in ogni Comune italiano e nelle Istituzioni. Parma Caput Mundi. Se si può fare qui, si può fare ovunque. Sta a te, Parma… Parma…”.

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