Precari: salario minimo e buonuscita

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Sono le principali novità della riforma del lavoro che verranno votate dalla prossima settimana. Il governo vara la detassazione del 50% del costo del lavoro per i neo assunti al Sud, utilizzando 142 milioni del Fondo Sociale Europeo. RASSEGNA STAMPA

Salario minimo ai collaboratori a progetto, indennizzo una tantum per i parasubordinati che perdono il lavoro, allentamento della stretta sulle partite Iva e un primo passo per consentire ai lavoratori di partecipare agli utili di impresa. Le modifiche al ddl lavoro contenute nei 43 emendamenti depositati giovedì 10 maggio al Senato occupano le prime pagine dei quotidiani.

Una guida ai giovani
- E il Sole 24Ore dà appuntamento in edicola ai suo lettori con una guida per capire le novità, con particolare riferimento ai contratti di ingresso nel mondo del lavoro per i giovani e alla nuova formulazione dell'articolo 18. (Qui i dettagli)

Partite Iva, scudo sopra i 18 mila euro - Il quotidiano economico spiega inoltre le novità a proposito delle partite iva: "Solo quelle che hanno un reddito annuo lorodo di almeno 18mila euro e con 'competenze di grado elevato' saranno considerate vere".
Nel 2011, scrive ancora il Sole 24Ore, sono state aperte 535mila Partite Iva, di cui il 48% da parte di under 35, mentre a marzo ne sono state aperte 62mila (+12,4% su base mensile).


Salario base e assegno di disoccupazione - Il provvedimento in esame al Senato si compone in tutto di 16 punti che propongono modifiche anche sulla flessibilità in entrata e restrizione dei parametri per identificare le false partite Iva (quelle che hanno un reddito annuo lordo inferiore a 18 mila euro). (Qui tutti i dettagli).
Si parla dunque di "salario base" per i co.co.pro e di assegno di disoccupazione. «Se perde lavoro una tantum di 6mila euro».

Bonus assunzioni Sud  - Il governo intanto ha varato la detassazione del 50% del costo del lavoro per i neo assunti al Sud, utilizzando 142 milioni del Fondo Sociale Europeo.
"L'agevolazione - si legge su Repubblica - è rivolta ai datori di lavoro che hanno assunto o assumono a tempo indeterminato, tra il 14 maggio 2011 e il 13 maggio 2013, personale "svantaggiato" o "molto svantaggiato" in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

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