Referendum in Sardegna, quorum raggiunto: verso il sì

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La maggioranza degli elettori sarebbe favorevole ai dieci quesiti anti-casta, che prevedono l'abolizione delle 4 nuove province: Carbonia Iglesias, Medio Campidano, Olbia Tempio e Ogliastra

La prima decisiva sfida degli anticasta in Sardegna è stata vinta: al 96% delle schede scrutinate tutti e dieci i referendum sono validi. I quesiti per azzerare gli sprechi e i privilegi, promossi da un movimento trasversale guidato dal partito dei Riformatori sostenuto da 120 sindaci dell'Isola e cavalcato dal governatore Ugo Cappellacci, ha infatti ampiamente superato la soglia minima del 33%.

I sì verso la vittoria  - Quando lo scrutinio è giunto a metà, si confermano i risultati della vittoria schiacciante del Sì: è intorno al 97% per otto quesiti, compresi quelli per l'abolizione delle 4 province di recente istituzione. Attorno al 94% il dato dei favorevoli per la riscrittura dello Statuto sardo con l'Assemblea Costituente, mentre si ferma al 67% la percentuale di coloro che chiedono la cancellazione quattro Province storiche di Cagliari, Sassari, Oristano e Nuoro.

Lascia il presidente della Provincia di Carbonia-Iglesias - In seguito a questo risultato, nel pomeriggio di lunedì 7 maggio, il presidente della Provincia di Carbonia Iglesias - una delle quattro nuove Province oggetto dei referendum abrogativi - Salvatore Cherchi (Pd) si è dimesso. Cherchi è un esponente di punta del Pd sardo, in passato deputato e sindaco di Carbonia.

I 10 quesiti anticasta  - Dieci i quesiti proposti: i più attesi quelli per l'abrogazione delle quattro province di recente istituzione (2001), Carbonia Iglesias, Medio Campidano, Olbia Tempio e Ogliastra, e per tagliare le indennità dei consiglieri regionali. Gli altri cinque sono invece consultivi: si è chiesto il parere agli elettori a proposito dell'abolizione delle altre quattro Province storiche (Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano), portare da 80 a 50 il numero dei componenti del Parlamento sardo, cancellare i consigli di amministrazione degli enti regionali, istituire un'Assemblea costituente per la riscrittura dello Statuto autonomistico, eleggere direttamente il presidente della Regione attraverso le primarie.

Dieci referendum per "cambiare la Sardegna" - Nello slogan dei promotori, la chiave di una svolta auspicata: "Dieci referendum per cambiare la Sardegna". Eppure ci sono volute tre pronunce di Tribunali (dal Tar alla magistratura civile) per vanificare lo sbarramento di fuoco scatenato dall'Unione delle Province sarde (Ups), che di cambiamento non ne vuole proprio sentir parlare. O meglio, di un cambiamento fatto con l'accetta attraverso un voto popolare. "Le riforme non si fanno con l'abrogazione delle leggi", aveva chiarito il presidente dell'Ups Roberto Deriu.
Chi invece ha cavalcato con convinzione i referendum è stato il governatore Ugo Cappellacci: appelli, spot in tv, comunicati giornalieri per dire ai sardi di andare a votare, avendo gia' espresso in precedenza che per lui le quattro nuove Province dovrebbero andare in soffitta senza alcun rimpianto. Un successo degli anticasta avra' un peso anche sul futuro del presidente della Regione.

15 giorni per ufficializzare i risultati - Si dovrà attendere almeno 15 giorni per avere l'atto definitivo da parte della Corte d'Appello della Sardegna che dovrà ufficializzare il risultato dei 10 referendum , accertando il numero dei votanti e la somma dei voti favorevoli e dei voti contrari.
Secondo le procedure indicate dalla legge 20 del 1957, "qualora il referendum sia favorevole all'abrogazione il Presidente della Giunta regionale, entro cinque giorni dalla proclamazione del risultato, con proprio decreto dichiara l'avvenuta abrogazione della legge o atto avente forza di legge o del regolamento o dell'atto o del provvedimento amministrativo o delle singole disposizioni di essi che hanno formato oggetto del referendum". L'abrogazione ha effetto immediato dal giorno successivo a quello della pubblicazione del decreto presidenziale sul Bollettino Ufficiale della Regione Sardegna (Buras).

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