Imu, il governo: “In media 200 euro sulla prima casa”

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Il sottosegretario all’Economia, Vieri Ceriani, fornisce alcuni numeri sull’imposta che scatterà da giugno: “Il 30% dei proprietari sarà esente”. E spiega: “Era un’anomalia non pagare la tassa sugli immobili”. Secondo La Stampa costerà come la vecchia Ici

"Il 30% dei proprietari di prime case sarà esente dall'Imu mentre il restante 70% pagherà in media circa 200 euro. Non si tratta di cifre drammatiche". A dare i primi numeri sulla “nuova” imposta sui beni immobili che scatterà da giugno per gli italiani è il sottosegretario all’Economia, Vieri Ceriani. Lo fa nel corso di un incontro con la stampa, nel quale ha voluto precisare alcuni dettagli sulla tassa che sta scatenando molte polemiche e che non piace ai Comuni (per il presidente dell'Anci Delrio si tratta di una "patrimoniale occulta").
"L'Imu non è un'imposta nuova - dice Ceriani - E' stata definita dal precedente Governo e noi l'abbiamo solo anticipata di un anno e esteso alle prime case”. Il sottosegretario ricorda che  l'Ici era in vigore "dal 1993 fino al 2007 e che solo nel 2008 si è deciso di sospenderla: l'unico Paese al mondo in cui il proprietario di un immobile non paga l'imposta sull'immobile stesso”.
“Era  un'anomalia non pagare la tassa", sottolinea Ceriani (come ha fatto anche il premier Monti qualche giorno fa) ricordando che  l'allora leader della Lega Umberto Bossi, nel 2008, era favorevole alla reintroduzione dell'Ici.
Intanto il quotidiano La Stampa pubblica in esclusiva, venerdì 4 maggio, alcune tabelle con i dati elaborati dal dipartimento delle Finanze con cui viene calcolata la differenza rispetto alla vecchia Imu: “A conti fatti - dicono al Tesoro - sulla prima casa il costo è sostanzialmente equivalente a quello previsto dalla vecchia Ici”.

Ceriani: “Imu necessaria per risanare i conti” - L'Imu "si è resa necessaria per  contribuire al risanamento dei conti pubblici". Il sottosegretario rileva che sono state seguite le indicazioni che venivano da diversi  organismi internazionali e che "era un bene attuare uno spostamento del carico sui consumi e sul patrimonio" e di "alleggerire il carico fiscale sul lavoro e sul capitale" che permette di rilanciare la competitività e la crescita. Le condizioni, quando sono state decise le misure, sottolinea Ceriani, "non consentivano di intervenire sulla spesa in modo ampio".
Il sottosegretario si dice conscio che "stiamo andando incontro ad un anno difficile" ma, spiega, "non c'era molta alternativa. La scelta obbligata era risanare i conti pubblici per favorire la crescita e il rilancio dell'economia. Non ci sono scorciatoie e non dobbiamo aspettarci sacrifici dagli altri. Non siamo in una situazione di normalità e quindi dobbiamo pensare a risanare i conti".

“Fondazioni bancarie non saranno esenti da tassa” - Ceriani, poi, in merito al contenuto del  provvedimento, ha precisato che "non è vero che le Fondazioni  bancarie sono esenti dall'Imu" come è stato riferito da alcuni organi di informazione. "Come enti non commerciali -spiega- sono  tassate al pari di altri enti non commerciali salvo se fanno attività meritevoli. Non è cambiato nulla rispetto all'impostazione prevista dall'Ici".
Per quanto riguarda i ricoverati in casa di cura e gli emigrati  residenti all'estero con casa in Italia, "per entrambi i casi -spiega il sottosegretario- spetta ai Comuni decidere in materia nella loro autonomia". Sulla cosiddetta imposta di scopo, Ceriani spiega che la tassa, "nata nel 2006 e ritoccata nel 2008", è stata applicata "da una ventina di comuni e serve a finanziare le opere pubbliche. E' una facoltà dei comuni poterla utilizzare. E' stata fatta solo una correzione tecnica".

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