"Segnalate gli sprechi": polemica sulla proposta del governo

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C'è chi parla del rischio di antipolitica e chi dice no a "denunce in stile Iene". "Cosa succede ai delatori?" si chiede Pizzetti su Repubblica. Ma L'Avvenire plaude all'iniziativa: abbiamo tante cose da dire

Parte l'operazione dei tagli alla spesa pubblica e tutti potranno dare il loro contributo. Il governo chiede infatti aiuto anche ai cittadini invitandoli a segnalare via web eventuali sprechi. Con un modulo, inserito nella pagina della spending review, viene dunque chiesto di "dare suggerimenti, segnalare uno spreco, aiutando i tecnici a completare il lavoro di analisi e ricerca delle spese futili".
L'iniziativa, però, sembra dividere l'opinione pubblica. E sono i quotidiani in edicola giovedì 5 maggio a dare spazio a più di qualche perplessità.


Pizzetti: cosa accade a chi dà informazioni scorrette? - "Il modulo cui si accede dal sito chiede correttamente di effettuare le segnalazioni fornendo dati personali: nome, cognome, email e via dicendo. Ma non dice cosa succede al cittadino che dà informazioni scorrette e nemmeno chiarisce che tipo di informazioni il privato possa fornire in quella occasione". Queste le parole di Francesco Pizzetti, presidente dell'Autorità garante per la Privacy, intervistato da Luisa Grion su Repubblica.

No alle denunce stile "Iene" -
Anche il Sole 24Ore, con l'editoriale di prima pagina, dice no all'iniziativa dell'esecutivo e parla di pericolo dell'"antipolitica" e invita i cittadini a commentare la proposta Monti. "È vero che il Governo dei tecnici siede sulle macerie di partiti impotenti finora a gestire riforme incisive, ma pur sempre azionisti imprescindibili di questa nuova avventura istituzionale; ma se il Governo delle tasse cerca scorciatoie internettiane demolendo la tecnostruttura dell'amministrazione perde un po' di smalto. Se c'è bisogno delle denunce in "stile Iene" a che servono la Corte dei conti, il Consiglio di Stato, i servizi di audit interno, le commissioni di vigilanza, la Ragioneria, le tante Authority di controllo? Che siano qui i veri tagli da fare? Forse azioni più concrete, come ad esempio, il pagamento dei debiti verso i fornitori o la restituzione dei crediti Iva creerebbero consensi più forti. E l'economia tutta ne trarrebbe giovamento sicuro".

Libero e Il Giornale contro il governo Monti  - Duro l'attacco rivolto all'esecutivo da Maurizio Belpietro, direttore di Libero: "Siamo al ridicolo - scrive  - ora il premier pretende che siano gli italiani a dirgli dove risparmiare. Poi ammette che la riforma del lavoro non vale una cicca. Ma cosa  lo abbiamo messo lì a fare?".
Il Giornale di Alessandro Sallusti parla invece di "tecno-comiche": "Gli italiani si affidano ai tecnici, che si affidano a un supertecnico, che si affida agli italiani per capire dove tagliare". Riferimento, questo, alla nomina di Enrico Bondi, chiamato ad approntare tagli alla spesa pubblica per scongiurare l'aumento dell'Iva.

Avvenire: abbiamo tante cose da dire - Plaude invece all'iniziativa di palazzo Chigi Marco Tarquino, che su Avvenire spiega: "Una lettere su due tra quelle che arrivano in redazione ormai ragiona dei risparmi possibili e necessari, delle ingiustizie da sanare, delle colpe di quelli che ci rappresentano".

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