Catanzaro, un anno dopo la città torna alle urne

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Nel capoluogo calabrese si rivà a votare a distanza di 12 mesi. Traversa, eletto nel 2011, a gennaio ha scelto la carica di parlamentare e ha dato le dimissioni. I principali candidati sono Scalzo, centrosinistra, e Abramo, centrodestra

di Valeria Valeriano

Ancora alle urne a distanza di dodici mesi. Succede a Catanzaro. Nel capoluogo calabrese si torna a votare un anno dopo le ultime elezioni amministrative. Michele Traversa, eletto nel 2011, lo scorso gennaio ha dato le dimissioni da sindaco: dopo la sentenza della Corte Costituzionale, ha optato per la carica da parlamentare. Il comune, quindi, è uno dei 30 (sui 770 delle regioni a statuto ordinario) che arrivano al voto del 6 e 7 maggio commissariati. I candidati alla poltrona di primo cittadino sono cinque. Due i principali aspiranti: Salvatore Scalzo, sostenuto dal centrosinistra, e Sergio Abramo, che corre per il centrodestra. Occhio anche a Pino Celi, candidato del Terzo Polo, che potrebbe portare via un po’ di voti dei moderati ai due maggiori schieramenti.

Salvatore Scalzo ha 28 anni ed è già alla seconda candidatura a sindaco. Ci ha provato anche alle amministrative del 2011: si fermò al 32,5 per cento dei voti e vinse Traversa, ma le preferenze personali furono così tante da fargli toccare il 15 per cento di voto disgiunto. Ex funzionario della Commissione europea, è ricercatore in "Scienza politica e Relazioni internazionali" all’università di Torino. A sostenerlo ci sono otto liste: Pd, Idv, Federazione della Sinistra, Sel, Psi- Verdi e tre civiche.

Otto (Pdl, Adc, Api, Scopelliti presidente e quattro civiche) sono anche le liste a sostegno di Sergio Abramo. Classe 1958, è già stato primo cittadino di Catanzaro dal 1997 al 2005, quando si candidò alla presidenza della Regione (e fu sconfitto da Agazio Loiero). Ottenne il secondo mandato con il 71,4 per cento delle preferenze e divenne il sindaco più votato d’Italia. Imprenditore, attivo tra l’altro nel settore dei call center e dell’industria tipografica, è l’attuale presidente della Sorical (Società risorse idriche calabresi). Deve fare i conti anche con i conflitti interni del centrodestra catanzarese e con i problemi giudiziari che hanno colpito i suoi candidati.

Tra i due litiganti c’è un terzo incomodo pronto a movimentare i giochi. È Pino Celi, candidato dell’area di centro. Con lui l’Udc, che nella giunta uscente era alleata del Pdl e alla Regione sostiene il presidente di centrodestra Giuseppe Scopelliti, ha avviato le prove di Terzo polo anche in Calabria. Un Terzo polo comunque zoppo: l’Api di Francesco Rutelli, infatti, sostiene Abramo. Celi, consigliere comunale per la Dc negli anni Ottanta e presidente dei costruttori dell’Ance (dimissionario al momento della candidatura a sindaco), può contare su cinque liste: Udc, Mpa, Fli- per Celi sindaco, La città di tutti, Polo di centro.
Gli altri aspiranti primo cittadino sono Antonio Carpino, per il Partito comunista dei lavoratori, ed Elio Mauro, assessore comunale nella seconda amministrazione Abramo. In tutto le liste presentate sono 23 e i candidati 694 (di cui 161 donne), praticamente uno ogni 110 elettori.

La corsa a sindaco di Catanzaro non sembra avere un netto favorito. Probabile, quindi, che si arrivi al ballottaggio. Chi vincerà, comunque, dovrà risollevare la città da un periodo nero. E, dopo lo sforamento del patto di stabilità di circa 10 milioni di euro, dovrà farlo senza soldi nelle casse comunali.

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