Spesa pubblica, il governo studia i tagli

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Il dossier sulla spending review sul tavolo dell'esecutivo. Obiettivo: evitare l'aumento dell'Iva al 23%. La Bce rilancia l'accorpamento delle province. Bersani: più equilibrio nel carico fiscale. Alfano: meno tasse, meno spesa, meno debito

La revisione della spesa pubblica, l'ormai nota 'spending review', lunedì 30 aprile approda sul tavolo del Consiglio dei ministri. Ad illustrare questa prima 'ricognizione' sarà il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, che ormai da mesi gestisce il 'dossier'. Due gli obiettivi: reperire risorse per evitare l'aumento dell'Iva a ottobre; blindare il pareggio di bilancio nel 2013.

Spending review - Prefetture, tribunali, scuole, ma anche sommergibili e cacciabombardieri. Sono queste alcune delle voci del dossier sui tagli all'esame del governo. E guarda alla spending review anche la Bce dove si ragiona di accorpamento delle province per tagliare costi della politica, di concorrenza e liberalizzazioni per far ripartire la crescita.
Intanto, i partiti procedono in ordine sparso sulle ricette per ricalibrare la pressione fiscale. Ognuno porta la sua salvifica ricetta e chiede udienza.

Bersani: lotta all'evasione per riequilibrare il carico - Il Pd, con Luigi Bersani insiste sul "riequilibrio del carico fiscale" perché, dice ai microfoni di SkyTG24 (guarda l'intervista integrale), "gli imprenditori spendono troppo per i lavoratori e i lavoratori intascano troppo poco".


Alfano: basta tasse - Angelino Alfano, impegnato nella campagna elettorale a Palermo, chiede "una ricetta che abbia come ingredienti meno tasse, meno spesa, meno debito". "Il Paese non può sopportare un'ulteriore tassazione" avverte il segretario del Pdl che torna a difendere le imprese che attendono soldi dallo Stato.


Recupero capitali portati in Svizzera - Torna poi alla ribalta l'ipotesi bipartisan del recupero dei soldi portati in Svizzera per alleggerire la pressione fiscale. "Ci spiegate perché  - chiede Di Pietro - non andate a prendere quei 40 miliardi di euro che entrerebbero nelle casse dello Stato se firmassimo anche noi come Germania, Inghilterra e Austria l'accordo con la Svizzera per recuperare i contributi sui capitali esportati illegalmente?". Identiche richieste vengono dal Pdl, Pd e Lega. "Dopo il via libera della Commissione Ue, non ci sono più giustificazioni per il Governo a non sottoscrivere un accordo con la Svizzera" dicono, in una nota, il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri e l'ex ministro Paolo Romani. Diverge, però, la stima dei capitali nascosti. Il Pd calcola "120 miliardi di euro", più alta la stima del Carroccio "dai 150 ai 200 miliardi da cui si potrebbero ricavare 50 miliardi".

Lega: sciopero fiscale - Intanto, Umberto Bossi nel suo giro elettorale in Veneto interviene attaccando Imu. "Roma ha rotto le balle, in tutti i sensi", attacca il Senatur. E Roberto Maroni lancia lo sciopero fiscale. "Governo Monti, governo dei record negativi. Basta mugugni, è ora di ribellarsi. Cominciamo dalla protesta fiscale sulla tassa più odiosa, quella sulla prima casa. No Imu, no Equitalia". E' il messaggio che il leghista ha scritto sul suo profilo Facebook.

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