Lega, licenziato un altro autista. Maroni: pulizia va avanti

Alessandro Marmello con Renzo Bossi in una foto di archivio
1' di lettura

Alessandro Marmello aveva denunciato di essere "il bancomat" di Renzo Bossi. Intanto l'ex ministro dell'Interno in un comizio a Jesolo assicura: "La ramazza non si fermerà". Poi risponde ad Alfano, che aveva aperto al Carroccio: "Andiamo avanti da soli"

Alessandro Marmello, autista e bodyguard di Renzo Bossi, è stato licenziato dalla Lega. Anche lui, come il suo collega Oscar Morando, ha ricevuto la lettera con cui il Carroccio gli ha dato il 'ben servito' in quanto sarebbe venuto meno il rapporto di fiducia. Lo ha reso noto lo stesso Marmello assieme al suo legale.

Marmello qualche settimana fa aveva denunciato ai mass media e poi ai magistrati di Milano di essere stato il "bancomat" del figlio di Umberto Bossi, anche con un filmato in cui si vedevano delle banconote che passavano dalle sue mani a quelle di Renzo Bossi. Per questo è stato anche querelato proprio dal figlio del leader della Lega. L'avvocato Franz Sarno, difensore di Marmello, ha annunciato che impugnerà il licenziamento davanti all'autorità giudiziaria  "perché si basa su motivi pretestuosi e infondati".

Intanto, all'interno del Caroccio, prosegue quello che Maroni aveva definito "il nuovo corso della Lega". "Abbiamo iniziato a fare pulizia senza guardare in faccia nessuno e garantisco che la ramazza continuerà fino a che la pulizia non sarà fatta fino in fondo" ha detto Roberto Maroni durante un comizio a Jesolo. "Non ci sarà "nessuna caccia alle streghe o processi sommari - ha assicurato Maroni - non mi interessa questo. Ma quello che è giusto fare sarà fatto senza guardare in faccia nessuno".

L'ex ministro ha poi spiegato che i militanti della Lega "sono tutti un po' incazzati, giustamente, per quello che è successo e io spiego che quello che è accaduto con Belsito e dintorni ha avuto una reazione immediata con la pulizia che continuerà". "Ieri tra l'altro - ha aggiunto - c'è stata la sospensione del senatore trevigiano Piergiorgio Stiffoni".

Roberto Maroni ha poi risposto  al segretario del Pdl Angelino Alfano, che in mattinata aveva dichiarato: "Noi abbiamo dato al Paese stabilità e riforme governando con la Lega e non abbiamo mai ritenuto chiuso del tutto il nostro rapporto con il Carroccio nonostante la Lega abbia scelto di separarsi da noi per queste elezioni amministrative non già per un problema relativo alle singole comunità locali ma per una scelta politica nazionale perche' noi abbiamo deciso di sostenere il governo Monti e loro no".

"Ringrazio per la generosità  dell'amico Alfano, e lo dico in senso ironico - ha detto all'Ansa Maroni - ma la Lega deciderà autonomamente che cosa fare al congresso federale". Il leader del Carroccio ha poi sottolineato di aver girato "molto in questi giorni. in queste settimane e incontrato i militanti per spiegare quello che sta succedendo e sentire i loro umori. Mi pare - ha osservato - che la stragrande maggioranza, anzi la quasi totalità, hanno condiviso la scelta di andare avanti da soli alle amministrative e sono orientati in questa scelta anche in futuro per le prossime elezioni politiche. Questo il sentimento più diffuso e ci sono altre valutazioni che faremo al congresso federale".

Leggi tutto