Il Senato vota la fiducia, il decreto fiscale è legge

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Con 228 voti favorevoli, 29 contrari e 2 astenuti Palazzo Madama ha dato il via libera al provvedimento che introduce, tra l’altro, la possibilità di pagare l’Imu in tre rate e cancella il beauty contest sulle frequenze tv

L'aula del Senato ha votato con 228 voti favorevoli, 29 contrari e 2 astenuti la fiducia chiesta dal governo al decreto fiscale, convertendolo in legge. Oltre a modificare la disciplina sull'Imu, la nuova imposta sugli immobili introdotta con la manovra correttiva di dicembre, il decreto introduce un'asta per l'assegnazione delle frequenze liberate con il passaggio al digitale terrestre, cancellando il beauty contest previsto dal precedente governo di Silvio Berlusconi. Sarà l'Autorità per le comunicazioni a fissare le procedure per assegnare le frequenze. La gara dovrà essere indetta "entro 120 giorni" dall'entrata in vigore della legge di conversione. L'abolizione del beauty contest ha scatenato tensioni nel Pdl, il cui leader, l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, controlla, tramite Fininvest, Mediaset che teme di essere esclusa dalla gara per raggiunti limiti Antitrust.

Il cuore del decreto è incentrato nella parte fiscale, soprattutto nel capitolo relativo all'imposizione sugli immobili. All'articolo 4 il decreto prevede che i contribuenti debbano pagare l'acconto dell'Imu con l'aliquota base (4 per mille sulla prima casa e 7,6 per mille dalla seconda in poi) entro il 16 giugno. Per il 2012 i contribuenti potranno scegliere se pagare l'Imu sulla prima casa in due o tre rate. Chi sceglie le due rate pagherà il 50% entro il 16 giugno e il restante 50% (compreso il conguaglio, che tiene conto della facoltà attribuita ai comuni e al governo di alzare o ridurre l'aliquota) entro il 16 dicembre. Chi sceglie le tre rate pagherà il 33% a giugno, il 33% a settembre e il resto a dicembre. Inoltre, i comuni potranno esentare dall'Imu, ma a loro spese, l'abitazione posseduta da anziani che acquisiscono la residenza nelle case di riposo.

Cambia l'imposta di scopo, che i comuni possono introdurre per finanziare la costruzione di opere. Il decreto estende a questo tributo, finora presente solo in 20 comuni, il più alto imponibile già previsto per l'Imu. Tra le sorprese meno gradite per i contribuenti, oltre allo sblocco delle addizionali locali, ora c'è la tassa di sbarco per chi va in vacanza nelle isole minori, dove i comuni potranno introdurre un sovrapprezzo fino a 1,50 euro sui biglietti emessi dalle compagnie di navigazione. L'importo massimo per i pagamenti in contanti di cittadini extra europei non residenti in Italia è fissato a 15.000 euro (1.000 euro per gli italiani). Il decreto differisce infine al prossimo primo luglio il termine entro il quale gli stipendi e le pensioni di importo superiore a 1.000 euro erogati dalle pubbliche amministrazioni dovranno essere pagati non in contanti.

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