Elezioni in Francia, i partiti italiani cantano vittoria

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Dopo il primo turno delle presidenziali, nel nostro Paese fioccano le dichiarazioni entusiaste, da destra e sinistra. Esultano Vendola e Storace. Anche Tremonti sta con Hollande. E parte del Pdl celebra la sconfitta dell’odiato asse franco-tedesco

Dalle urne francesi escono tutti vincitori, i partiti italiani. Almeno, così dà a intendere il tripudio di dichiarazioni compiaciute con cui i politici nostrani salutano il risultato del primo turno. Bando a quella dose di prudenza che suggerirebbe di attendere il ballottaggio per sbilanciarsi nei commenti, si festeggia il vantaggio di Hollande. Non solo nel centro-sinistra, come naturale. Ma anche nel centro-destra, dove nutrita è la schiera di chi celebra la sconfitta dell’odiato asse franco-tedesco. E se l’affermazione di Marine Le Pen fa commuovere e sperare la destra italiana, se per i centristi comunque vada “non sarà un male”, pure la Lega osserva con gioia la tendenza a un voto di protesta e anti-europeo. Insomma, vince tutta, la politica italiana. Almeno a parole. Almeno fino al ballottaggio.

Pd, Bersani: "Il primo passo verso il cambiamento" –
Pier Luigi Bersani è stato uno dei primi a esultare, anche su Twitter: il vantaggio del socialista Francois Hollande al primo turno è “il primo passo verso il cambiamento in Francia e in Europa”. Italia inclusa, naturalmente. “Al ballottaggio si vedrà”, aggiunge Bersani con un pizzico di prudenza. Ma non riesce a trattenere la gioia, dopo essersi dato da fare per mesi per promuovere, insieme a Hollande, la piattaforma dei progressisti europei. Se Hollande vince, avverte il segretario del Pd, quella piattaforma progressista deve diventare piattaforma non solo per l’Ue, ma anche “per Monti”.

La sinistra e la foto di Vasto – L’11% del candidato della gauche francese, Jean-Luc Mélenchon, fa sognare intanto la sinistra extraparlamentare italiana. Paolo Ferrero (Prc) celebra la ritrovata prima linea “nella lotta per determinare una uscita da sinistra dalla crisi capitalistica”. E Nichi Vendola suona la carica: “Che il vento francese possa soffiare forte per spazzare via l’Europa delle destre”.
Ma per Sel, come per l’Idv, la buona affermazione della destra francese diventa anche l’occasione per rispolverare la foto di Vasto, l’istantanea Bersani-Di Pietro-Vendola che per i vendoliani come per i dipietristi rappresenta la speranza di un’alleanza a sinistra, contro la tentazione dei democrat di guardare al centro. Quel centro dal quale Pier Ferdinando Casini sembra guardare con imparzialità al risultato di Parigi, perché comunque vada ci sono “scosse in vista per l'Europa dopo le elezioni francesi” e “non sarà un male se si penserà alla crescita”.

La destra: "Rinasce il sogno" –
“Rinasce il sogno della destra, contro l’Europa dei mercati”, afferma quasi commosso Francesco Storace. “Vince la Francia profonda. Vince con la marcia trionfale di Marine Le Pen, che è arrivata attorno alla barriera del 20%”, scrive il segretario de La Destra. Ma neanche i pidiellini con radici nell’Msi prima, in An poi, paiono insensibili al successo dei cugini d’Oltralpe. E così Isabella Rauti, moglie di Gianni Alemanno e figlia di Pino Rauti, dice che avrebbe votato Marine Le Pen anche perché “forse – dice – t abbiamo qualcosa in comune sul piano familiare e personale”. Mentre Ignazio La Russa ne trae una lezione che sembra indirizzata anche a certi colleghi pidiellini tendenti al centro: “Senza la destra non si vince”.

Il Pdl e le crisi di identità di Crosetto –
“Hollande vuole il controllo della finanza, limiti forti alla speculazione. Non so se sono tesi di destra o di sinistra, ma sono le tesi da me sostenute nel mio libro”, afferma un po’ autoreferenziale Giulio Tremonti, a urne ancora aperte, rivelando il suo voto virtuale per il candidato socialista e non per “l’amico” Sarko. Ma non è l’unico pidiellino, l’ex ministro dell’Economia, a compiacersi nel risultato francese.
“Ho sempre pensato di essere un liberale e mi trovo a sperare nella vittoria di Hollande per non morire tedesco/montiano. C’è uno psicologo?”, twitta eloquente e ironico Guido Crosetto. Ma l’aria di sconfitta dell’odiato asse di Sarkozy con la Merkel fa gioire tanti, nel partito di Berlusconi. “Sarkozy sta pagando a duro prezzo la sua subalternità alla linea ultrarigorista della Merkel e di una parte della Germania”, sostiene anche Fabrizio Cicchitto. Per ora isolata appare invece la voce di chi, come Osvaldo Napoli, ha il coraggio di ammettere la ‘sconfitta’: “Come si può dire a un italiano che vota centrodestra in Italia che è cosa buona la vittoria di Hollande in Francia?”, scuote la testa.

La Lega: "Colpo ai poteri occulti" -
Mentre nessuna remora ha la Lega, con il senatore Fabio Rizzi, a dire: “La sconfitta di 'Monsieur Bruni' sarebbe uno spettacolare e mortale colpo ai poteri occulti ed ai banchieri che lo sostengono! Gli stessi che in Italia hanno fatto nascere il governo Golpista Monti/Napolitano”.

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