Casini: "Uniremo laici e cattolici". Pdl: noi i moderati

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In un'intervista il leader dell'Udc afferma: "C'è un'ampia area interessata alla nostra proposta". Cicchitto: "Annuncia il predellino senza averlo sotto i piedi, così spacca il governo". Fioroni: "Il Pd non stia a guardare"

Sostegno al governo Monti "fino alla fine senza se e senza ma", preparandosi al voto che sarà "ad aprile-marzo" puntando ad unire "laici e cattolici" e superare il Terzo Polo per "parlare con tutti". Parola di Pier Ferdinando Casini che in un colloquio con La Stampa delinea i contorni della nuova creatura, il Partito della Nazione, e afferma: "Se non faccio nomi e cognomi è per evitare liste di proscrizione. Ma è chiaro che c'è un'ampia area interessata ed è a questa che ci rivolgiamo".

Casini si pone oltre il "centrismo": "Mi colloco avanti - dice -, a forza di stare intrappolati nelle casacche del ventesimo secolo, non ci siamo accorti che il mondo e' andato avanti". La nuova proposta politica è nel solco dell'esecutivo di Mario Monti: "Parlare un linguaggio di serietà - spiega -, di riforme necessarie, di senso del dovere, di meritocrazia, evitando la demagogia e il populismo".

"Noi eravamo contrari all'abolizione dell'Ici - aggiunge -, ci è stato spiegato che bisognava abolirla, la gente era contenta e ora abbiamo I'Ici che costa tre volte tanto. Quindi basta con le promesse fiscali e la demagogia". Poi uno sguardo all'Europa che per Casini "non può essere solo quella del rigore" ma per "affrontare la recessione e uscire da questo tunnel" deve "riprendere anche la strada dello sviluppo. E scomputare dai parametri del debito pubblico gli investimenti per le infrastrutture e' una cosa seria".
"Noi vogliamo dare l'impressione di una cosa aperta - prosegue -. La realtà è che l'isterismo che ha improntato certe reazioni è il segno della decomposizione di quello che c'è'. L'annuncio di Alfano? "Lo ascolteremo con rispetto, mica lo dobbiamo insultare per questo".

"Una riunione nella stanza di Fini con Casini e Rutelli non può certo rappresentare un'Opa sui moderati italiani", gli risponde, dalle pagine del Secolo IXI, il leader del Pdl Alfano.
Casini "annuncia il predellino senza averlo sotto i piedi" attacca anche Fabrizio Cicchitto, in un'intervista a Libero. "Cosa vogliono smontare e poi aggregare Casini e Cesa? Mi sembra tutto virtuale", dice ancora il capogruppo del Pdl alla Camera. "Se Casini apre la campagna acquisti politica nei confronti dei  ministri si assuma la responsabilità di smontare pezzo dopo pezzo l'esecutivo. Il governo regge nella misura in cui resta al di sopra  dei partiti che lo sostengono", attacca ancora l’esponente del Pdl. "Il partito moderato c'è gà ed è il Pdl", ergo "non ne serve un altro", nemmeno il Partito della Nazione di Casini dice anche il senatore del Pdl Altero Matteoli in un'intervista al Messaggero.

Dall’altra parte della barricata, è l’anima moderata del Pd la più sensibile alle manovre del centro. Il Partito Democratico non puo' "stare a guardare" mentre Casini e Pisanu "mettono in campo uno sforzo per cogliere il segno dei tempi" , dice Intervistato da Repubblica e Messaggero Giuseppe Fioroni. Per Fioroni il partito deve piuttosto farsi carico di uno "sforzo di coraggio e innovazione" aprendo anche ai "tecnici”.  Il Pd, spiega, dovrebbe "accettare la sfida e candidarsi a una funzione di perno per l'innovazione del Paese", perno "di un'alleanza con quel che sarà il Terzo Polo".

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