Grandi manovre al centro. Alfano: a breve un "nuovo Pdl"

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Mentre Casini studia un nuovo “contenitore” per i moderati, Pisanu lancia l’idea di un gruppo “pro-Monti”. E il segretario del Pdl accelera e promette: “Dopo le amministrative annunceremo la più grossa novità della politica italiana degli ultimi anni”

Non passa giorno senza che la politica offra nuovi clamorosi annunci. Ha aperto le danze Pier Ferdinando Casini azzerando l'Udc nella speranza di dar vita al "contenitore" che riunisca i moderati al centro; è toccato poi a Beppe Pisanu che (sembra bruciando sul tempo Claudio Scajola) ha lanciato l'idea di un gruppo "pro-Monti" separato dal Pdl; lo stesso giorno è trapelata la notizia di un incontro fra Silvio Berlusconi (venerdì 20 impegnato nel processo Ruby) e Luca Cordero di Montezemolo, che pur negando interesse per la politica, ha fatto sapere oggi che lascerà la presidenza di Ntv (il viaggio inaugurale di Italo: FOTO - VIDEO).

Infine, è sempre di venedì 20 l'annuncio di Angelino Alfano che promette una "rivoluzionaria" novità nel panorama politico italiano, dando però appuntamento a dopo le amministrative. Il segretario del Pdl conferma che nei partiti sono iniziate le grandi manovre. Anche se nessuno dei 'generali' sa esattamente dove condurre gli eserciti. Con il risultato che le elezioni anticipate, il cui spettro da settimane aleggia nel Palazzo, restano per ora uno spauracchio.

E di questo sembra persuaso anche Mario Monti che guarda con contenuta preoccupazione a quelle che considera fisiologiche "increspature" da campagna elettorale, che non dovrebbero però portare al naufragio del governo. Non che il premier sia soddisfatto. E' bastata la lettura della stampa straniera di questi giorni per avere conferma che la "luna di miele" con i grandi quotidiani finanziari è finita. Per non parlare dello spread che venerdì 20 ha superato la soglia dei 400 punti per la prima volta dallo scorso febbraio. Eppure, nonostante le difficoltà, il professore resta convinto che l'autunno non porterà il voto anticipato. Anche in virtù del fatto che la malattia che è stato chiamato a curare, lo spread è anche l'assicurazione sulla vita del governo, visto che in caso di crisi il rischio che schizzi a livelli insostenibili è alto.

E' vero però che le amministrative rappresentano un passaggio estremamente delicato per i partiti, Pdl in testa. Ma a prescindere dal voto di maggio, nessuno nella maggioranza sembra in grado di accollarsi la responsabilita' di staccare la spina al governo. Come dimostra Pier Luigi Bersani che, nel ribadire che si voterà nel 2013, scarica sul Pdl la tentazione di volere la crisi.

Inoltre se è vero che, come pronosticano diversi sondaggi, le amministrative rischiano di punire i partiti di governo, offrendo qualche freccia all'arco di chi sostiene (sia nel Pdl che nel Pd) sostiene la necessita' del voto anticipato, ben piu' argomentazioni avrebbero colore che sostengono l'esatto contrario. I partiti infatti non avrebbero nessuna speranza di riorganizzarsi per invertire la tendenza in pochi mesi, con il rischio che la debacle si trasformi in catastrofe.

Certo, se il governo Monti non riuscirà ad alleviare la morsa della recessione le cose potrebbero rivelarsi anche peggiori fra un anno. Ecco perché lo stesso premier (qualche giorno fa) e il capo dello Stato (oggi) hanno inviato il medesimo messaggio alle forze politiche: è tempo che vi riformiate, modificando la governance del Paese, riducendo il numero di parlamentari e modificando la legge elettorale (che invece sembra restare al palo), ma soprattutto mettendo mano al finanziamento pubblico. Un cambio di strategia da parte del premier che in precedenza è sembrato a volte quasi cavalcare la cosiddetta anti-politica ("il governo gode dei consensi, i partiti no"), e invece ora ne sembra spaventato, tanto quanto i leader della maggioranza. E sembra perciò lanciare loro un appello affinché raddrizzino la rotta per evitare di finire tutti nel burrone.

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